Cronaca Centro Storico / Via del Pozzetto

Morto in Centro a Roma: addio a Cesare, il clochard con il bancomat che voleva vivere libero

Nato a Catania l'81enne dimorava da anni in piazza San Lorenzo in Lucina

"Ciao Cesare", questo il biglietto che i residenti ed i negozianti del Centro Storico di Roma hanno lasciato nel giaciglio sotto la chiesa dei Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni a due passi da piazza San Silvestro, dove nella mattinata di venerdì è stato trovato privo di vita un senza fissa dimora di 81 anni. Cesare Pergolizzi, questo il nome del "clochard con il bancomat" come lo ricorda chi ha avuto modo di conoscerlo negli anni. Nato a Catania nel 1940, Cesare era noto ai servizi sociali ma aveva sempre rifiutato di essere aiutato: "Voglio essere libero", questa la frase che l'anziano ripeteva a chi gli chiedeva perchè avesse deciso di vivere in strada. 

Un volto noto, soprattutto in piazza San Lorenzo in Lucina, dove il clochard era solito dimorare fra l'omonima Basilica che porta il nome della piazza o a ridosso delle vetrine delle boutique che si trovano a due passi da via del Corso chiuse durante le ore notturne. Dimora che Cesare Pergolizzi aveva dovuto cambiare con l'avvio dei lavori nella storica piazza della Città Eterna spostandosi nella vicina piazza San Silvestro, dove poi è stato trovato privo di vita alle prime luci di venerdì mattina.

A scoprire il corpo privo di vita del senzatetto gli agenti del I Gruppo Trevi e del Personale NAE (Nucleo Assistenza Emarginati). Sdraiato in un giaciglio a ridosso di una chiesa in via del Pozzetto, l'81enne originario della Sicilia ma romano d'adozione, è deceduto per cause naturali. Assistito dai servizi sociali, come detto, aveva sempre rifiutato l'aiuto dei volontari, dei commercianti e degli abitanti del Centro Storico, forte del suo bancomat che gli permetteva di essere autonomo e "libero". 

Ben voluto da tutti, sul luogo in cui ha trovato la morte oltre ad un biglietto con disegnato un cuore e la scritta "Ciao Cesare", anche una rosa rossa, un lumino e due mazzi di fiori, lasciati in ricordo di Cesare da commercianti e residenti della zona del Centro Storico dove il senza fissa dimora aveva scelto di vivere "liberamente" in strada. 

Ricoverato qualche mese fa in ospedale, una volta dimesso aveva ripreso la sua vita in strada dove ha poi trovato anche la morte, ma da "uomo libero" come amava ripetere a tutti coloro che gli portavano generi di conforto e qualche pasto caldo, che Cesare spesso rifiutava con un sorriso, ma sempre con gentilezza. 

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