Cronaca Monteverde

Morte dopo parto cesareo: indagata equipe medica di Villa Pia

Nel fascicolo aperto per omicidio colposo presso la Procura di Roma sono stati iscritti i medici che hanno effettuato il cesareo presso la casa di cura di via Ramazzini

Si muove la procura di Roma dopo la morte di Tiziana Tumminaro, la 35enne madre di due gemelli che subito dopo averli dati alla luce è morta per un'emorragia interna.

Nel fascicolo aperto per omicidio colposo presso la Procura di Roma sono stati iscritti i medici componenti l'equipe che ha effettuato il cesareo presso la casa di cura Villa Pia, in via Ramazzini. L'iscrizione è conseguente alla denuncia presentata dal marito della donna ai carabinieri. Domani, nell'ambito delle indagini, sarà svolta l'autopsia.

Intanto anche il ministero si muove. Il ministro Fazio ha annunciato l'invio degli ispettori per verificare "l'appropiatezza delle procedure effettuate e la corretta gestione dell'emergenza".

Anche la neo presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha detto la sua: “Va chiarito cosa è successo perché é inaccettabile che a Roma si muoia di parto. Per questo ho concordato con il ministro Fazio un intervento di ispezione nella clinica Villa Pia e nell'ospedale San Camillo. Poiché non sono ancora insediata non sono potuta intervenire direttamente con gli ispettori regionali. Per questo ho parlato con il ministro Fazio che invierà gli ispettori ministeriali".

Il  direttore sanitario della clinica Villa Pia, Maurizio Cattel in una nota ha dichiarato che “è da escludersi alcuna responsabilità in capo alla struttura sanitaria da me diretta e dal personale medico e paramedico dipendente della struttura stessa. Nella mattinata di ieri, 7 aprile 2010 -si legge nella nota- é stato effettuato, da un equipe chirurgica che usufruisce della nostra struttura, un intervento chirurgico in sala operatoria per taglio cesareo su una paziente che ha presentato subito delle gravi complicanze imprevedibili. Nonostante siano state messe in atto tutte le procedure e gli accorgimenti del caso, e visto l'impossibilità di rintracciare un posto in rianimazione tramite il Centro di Coordinamento del 118, la paziente è stata trasferita al Dea di riferimento accompagnata dal nostro Anestesista Rianimatore. In tale situazione -aggiunge la direzione sanitaria della clinica- deve escludersi alcuna responsabilità in capo alla struttura sanitaria da me diretta e dal personale medico e paramedico dipendente della struttura stessa. Attualmente tutti gli atti sono al vaglio dell'autorità giudiziaria a cui ci rimettiamo per un sereno giudizio".

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