Ambulante morto, gli amici: "Giustizia per Maguette". I vigili stanno con Di Maggio

I manifestanti hanno esposto alcuni striscioni con le scritte "Giustizia per Maguette" o "#dimaggiosimuore". Il comandante dei vigili Diego Porta e i sindacalisti del Sulpl Roma difendono i colleghi

Clima teso, ieri a Roma, in piazza Santi Apostoli quando intorno alle 16 i parenti e gli amici si sono riuniti in strada per chiedere "verità e giustizia" per la morte di Nian Maguette, l'ambulante di origini senegalesi morto lo scorso mercoledì pomeriggio.

LE INDAGINI - Una vicenda intricata su cui ancora si sta indagando. Secondo quanto si apprende, sembrerebbe si sia trattato di una morte dovuta a cause naturali, forse un infarto. Sulla vicenda, tuttavia, sussistono versioni discordanti. Secondo gli ambulanti infatti Nian Maguette sarebbe morto dopo essere stato investito da una motocicletta con a bordo i vigili urbani in borghese in via Beatrice Cenci. A smentire caterogicamente la versione dei venditori ambulanti sia la Polizia Locale di Roma Capitale che la Questura capitolina

PROTESTA CONTRO I VIGILI - Gli amici e i parenti di Nian non ci stanno e insieme ai "colleghi" ambulanti sono scesi in strada puntando il dito contro la Polizia Locale: "Che si chiariscono le cause della morte. Anche se si è trattato di un incidente - ha detto Aboubakar Soumahoro, dell'esecutivo Usb nazionale (qui il video) - la colpa è comunque dei vigili e dei loro modi brutali".

La comunità senegalese di Roma, insieme a molti rappresentanti dei centri sociali e dei movimenti capitolini per la casa e di alcuni esponenti dell'Anpi, ha ascoltato e partecipato alla manifestazione: "Noi cerchiamo solo lavoro ma poi veniamo trattati così". I manifestanti hanno esposto alcuni striscioni con le scritte "Giustizia per Maguette" o "#dimaggiosimuore". Poi il coro: "Vogliamo giustizia"

DALLA PARTE DI DI MAGGIO - Un clima teso che ha visto come bersaglio principale il vicecomandate Di Maggio. A prendere posizione sulla vicenda, quindi, è stato il comandante generale della Polizia Locale Diego Porta: "E' inaudito prendere spunto da una tragedia dove ha perso la vita una persona, le cui cause sono ancora da accertare, per portare avanti proteste contro un dirigente della Polizia Locale che si è sempre contraddistinto per la sua professionalità. Massima solidarietà mie e del Campidoglio al Dottor Di Maggio e agli agenti tutti che giornalmente operano a garanzia della legalità. Qualsiasi tentativo di sfruttare l'onda emozionale dei fatti avvenuti per tentare di indebolire il nostro lavoro non troverà credito".

"TOCCATI INTERESSI FORTI" - A dar supporto alla posizione di Porta anche il sindato del Sulpl Roma: "Ci schieriamo senza se e senza ma. Non è una guerra di posizioni ma qualcuno forse ha tutto l’interesse a farla scoppiare con interessi politici e forse anche economici. Per anni ed anni la Polizia Locale di Roma è stata impiegata, praticamente da sola, in una lotta impari contro gli ambulanti abusivi che assediano Roma. Chi si sta occupando anche di questo aspetto? Il Vice Comandante Antonio Di Maggio". 

Secondo il Sulpl la protesta di ieri era "organizzata" visto che con i controlli antiabusivismo si sono stati toccati "interessi economici di qualcosa che non dovrebbe essere troppo distante da una specie di Mafia che fattura quasi quanto il bilancio intero del Comune di Roma. Allora noi che siamo soliti pensare male, anche stavolta non ci esimiamo dal farlo. Noi stiamo con Di Maggio".

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