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Cronaca Magliana / Via Pescaglia

Morte Francesco Vitale: arrestata la compagna di uno dei rapitori di Ciccio Barbuto

La 43enne è indiziata di estorsione in concorso

Nuovo tassello per la morte di Francesco Vitale, il pr barese trovato morto lo scorso febbraio dopo essere precipitato da un palazzo di via della Pescaglia a Magliana. Indiziata di estorsione in concorso, le porte del carcere si sono aperte per Ilaria Valentinetti, compagna di Sergio Placidi, 48 anni di mestiere buttafuori nelle discoteche noto come Sergione, già arrestato dai militari dell'Arma assieme a Daniele Fabrizio, soprannominato Saccottino.

Sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, coadiuvati dai militari della compagnia Trastevere, nella tarda serata di domenica 23 luglio, a conclusione di attività investigativa, a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il tribunale di Roma su richiesta della direzione distrettuale antimafia della procura di Roma nei confronti della 43enne, gravemente indiziata di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, con l’aggravante di aver cagionato la morte della vittima. 

Roma capitale dei sequestri di persona: rapiti e torturati per vendicare gli sgarri legati alla droga

Il provvedimento dell’autorità giudiziaria scaturisce dalle risultanze della complessa attività d’indagine, che hanno già portato all’arresto di  Daniele Fabrizio, 43 anni, e del compagno della Valentinetti, Sergio Placidi, classe 1975, a seguito della morte del pr barese. 

Secondo le risultanze degli investigatori "Ciccio Barbuto", il 22 febbraio 2023, dopo essere stato segregato e torturato all’interno di un appartamento di Via Pescaglia 40, allo scopo di ottenere dai familiari la somma di 500.000 euro quale pagamento per la sua liberazione, precipitava al suolo dal quinto piano del palazzo, perdendo la vita. 

In particolare, nel corso delle indagini è emerso come Ilaria Valentinetti, nelle fasi esecutive della condotta criminosa, abbia partecipato direttamente al sequestro a scopo di estorsione, rendendosi, nei giorni successivi al sequestro, irreperibile, tentando la fuga e continuando a ricercare negli ambienti criminali il denaro promesso per il delitto eseguito.

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