Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Moria di pecore, le prime analisi: non ci sono sostanze inquinanti

Il Consiglio del Lazio, tramite un ordine del giorno, chiede che l'area sia dichiarata a rischio

Dopo il clamore suscita da un'intervista rilasciata da un allevatore di Colleferro che raccontava di una moria di vitelli e agnelli a causa del terreno inquinato le istituzioni sono intervenute. Se da un lato il sindaco di Colleferro dichiara la non veridicità di questa notizia, Legambiente Lazio annuncia di aver presentato un esposto alla procura della repubblica.

La notizia ha però colpito e preoccupato molto, sia per la strage degli animali, sia dal punto di vista ambientale ma anche da quello dei consumatori, preoccupati di acquistare carni non sicure. Francesca Marini, sottosegretario alla salute, riferisce notizie tranquillizzanti: dalle prime analisi sugli animali morti nell'allevamento di Colleferro non risultano presenze di inquinanti. La dichiarazione arriva al termine di una riunione al Ministero con i Nas, la direzione generale dei servizi veterinari del ministero e i responsabili della regione Lazio. In tutto sono deceduti tre ovini nel gennaio del 2011 e 14 animali nel 2010. Gli esami sul latte di questi animali e sul loro corpo non hanno rilevato la presenza dell'inquinante che ha contaminato la Valle del Sacco. "Altri esami batteriologici sono ancora in corso - ha spiegato Martini - e se emergeranno nuovi elementi saranno presi i provvedimenti necessari". L'allevamento dove sono morti gli animali è in una zona adiacente ma esterna alla zona inquinata e delimitata per inquinamento.

Non si sentono così tranquilli però Angelo Bonelli (Verdi), Ivano Peduzzi (FdS) e Annamaria Tedeschi (Idv) che hanno disposto un ordine del giorno, votato a maggioranza, con cui la regione Lazio dovrà approvare la dichiarazione di area a elevato rischio di crisi ambientale per il territorio del bacino del fiume Sacco.
L'odg approvato oggi parte dalla premessa che l'area è caratterizzata "da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idrici e nel suolo, con rischio per la popolazione e l'ambiente. "Chiedo all'assessore all'Ambiente - ha poi affermato Bonelli - che il commissario straordinario informi il Consiglio dei risultati ottenuti". Un confronto da estendere in commissione, ha aggiunto Peduzzi, anche ai sindaci e alle comunità locali. Secondo l'esponente della FdS un ulteriore inquinamento sarebbe infatti in corso, e i consiglieri della Lista Bonino-Pannella Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita, hanno depositato un'interrogazione all'assessore Mattei per avere risposte.

Tedeschi, infine, ha denunciato la situazione "di illegalità" dei controlli. Carlo De Romanis (Pdl), ha annunciato voto favorevole e ricordato che la Giunta è già attiva sul problema, ma ha chiesto cosa ha fatto il precedente governo regionale. Angelo Miele (LP) ha piuttosto proposto una conferenza interprovinciale. Dello stesso parere Antonio Paris (Misto), che ha dichiarato il proprio voto contrario. Francesco Scalia, nell'annunciare il voto a favore del Pd, si è mostrato preoccupato perché l'odg avrebbe potuto essere utilizzato come "pretesto" per bloccare le attività industriali e ostacolare le riconversioni. Per questa ragione ha ottenuto di cancellare dal testo, con un emendamento approvato a maggioranza, un divieto alla realizzazione di ulteriori attività industriali soggette ad autorizzazione integrata ambientale e ha poi chiesto l'estensione dell'area commissariale oltre gli attuali confini. Mattei si è detto aperto alla richiesta di dichiarazione di area a elevato a rischio, ma ha tenuto a precisare che i risultati dei controlli non sono ancora certificati. "Il commissario sarà sollecitato a produrre una relazione definitiva sullo studio delle cause e sull'area interessata" ha annunciato.
 

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