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Occupanti sui tetti (foto Andrea Ronchini)

Occupanti sui tetti (foto Andrea Ronchini)

Tensione con la polizia a Montagnola per lo sgombero di via Castiglione: cariche e feriti

Quartiere completamente paralizzato. Il palazzo è stato occupato lo scorso 7 aprile. All'interno vi trovano alloggio circa duecento famiglie

Nuova giornata di tensione nella Capitale. Due cariche della polizia, sette manifestanti feriti, 12 agenti contusi e la sala del consiglio dell'VIII municipio occupata da un centinaio di persone. E' questo il bilancio dell'operazione di sgombero di uno stabile occupato in via Castiglione alla Montagnola lo scorso 7 aprile dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa. L'edificio, di proprietà dell'Inarcassa, era abitato da quasi duecento nuclei familiari. Tutte le persone sono state identificate dalle forze dell'ordine al momento di lasciare l'edificio. Nel tardo pomeriggio, dopo un breve corteo verso la vicina sede municipale, le famiglie sgomberate hanno occupato la sede istituzionale dove per il primo pomeriggio si sarebbe dovuto tenere un incontro tra il minisindaco Andrea Catarci e i capigruppo di Pd e Sel Francesco D'Auslio e Gianluca Peciola. L'incontro, preceduto dalle cariche e dallo sgombero, è però saltato.  

Tutto è iniziato la mattina intorno alle 8.30 quando una decina di blindati ha lasciato il vicino commissariato per dirigersi verso il palazzo occupato. Ingente lo schieramento delle forze dell'ordine intervenute. Bloccanto con i blindati l'accesso alle strade adiacenti. Immediata la reazione degli occupanti, saliti sui tetti per impedire lo smantellamento dell'occupazione.

Nel frattempo è partito il tam tam tra gli attivisti che a decine si sono radunati all'angolo tra via Castiglione e via Ravà per portare solidarietà agli abitanti asserragliati sulla cima della palazzina. Intanto il traffico della zona è completamente paralizzato.

VIDEO - La polizia manganella un manifestante a terra

La situazione è rimasta tesa per tutta la mattina con la polizia schierata pronta a entrare e un presidio di un centinaio di attivisti a difesa dell'occupazione. La tensione è culminata intorno alle 12 quando le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti fuori dallo stabile. Nel corso della seconda violenta carica sono stati feriti alla testa diversi attivisti tra cui anche uno dei leader dei movimenti per il diritto all'abitare, Paolo Di Vetta. Sul posto sono arrivate due ambulanze. Il bilancio finale fa salire il numero dei feriti a oltre dieci.

Nel corso della mattinata voci contrarie allo sgombero sono arrivate dal capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola: "Le questioni sociali non possono essere risolte con gli sgomberi di spazi occupati. E’ necessario riaprire il dialogo e la mediazione con i movimenti" scrive in una nota. "Gli ultimi mesi hanno visto un forte aumento della conflittualità sociale nella nostra città. Il tema dell’emergenza abitativa sta assumendo tratti sempre più drammatici. Bisogna definire un programma straordinario per l’emergenza abitativa di Roma Capitale attraverso un tavolo di confronto permanente tra le Istituzioni e le associazioni, i sindacati e i movimenti".

Per le 14 era stato fissato un incontro presso il Municipio VIII con Andrea Catarci, presidente Municipio VIII, Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, un rappresentante del Gabinetto del Sindaco di Roma e una delegazione dei movimenti per il diritto all’abitare.

Dopo le due cariche la polizia è entrata nello stabile e ha iniziato a far uscire gli occupanti che sono stati tutti identificati dalla polizia. Secondo quanto racconta uno dei manifestanti presente al presidio in via Castiglione gli attivisti asserragliati all'interno "sono stati trascinati perché stavano facendo resistenza passiva alle forze dell'ordine". Sul posto sono arrivati anche il presidente dell'VIII municipio Andrea Catarci, il capogruppo di Sel capitolino Gianluca Peciola e quello del Pd Francesco D'Ausilio.

La Questura di Roma in una nota stampa ha raccontato che la polizia ha inizialmente invitato gli occupanti a lasciare liberi i locali e, in seguito al loro rifiuto, ha iniziato ad entrare nell’edificio per procedere allo sgombero dello stabile. Scrive in una nota: "Nella circostanza alcuni manifestanti, circa 200, appartenenti a vari movimenti per la casa, si sono radunati all’esterno e hanno tentato di impedire agli agenti l’accesso alla struttura anche con fitto lancio di oggetti contundenti, tra i quali bastoni e segnali stradali. E’ stato necessario quindi disperdere i manifestanti per proseguire nelle operazioni". La polizia riporta di aver identificato "alcuni dei partecipanti, aderenti a diverse sigle di movimenti per la casa, che si sono radunati davanti all’edificio e per impedirne lo sgombero hanno dato luogo a delle tensioni con le forze dell’ordine. Nel corso delle prossime ore saranno esaminati anche i filmati effettuati dalla Polizia Scientifica per individuare i responsabili che saranno deferiti all’autorità giudiziaria".

Dichiarazioni preoccupate in un comunicato firmato da Pd Francesco D'Ausilio che martedì scorso, dopo gli sgomberi di lunedì, era stato oggetto della contestazione dei movimenti. Il capogruppo Pd chiede la convocazione di un incontro tra il presidente della Regione Zingaretti il sindaco Marino e il prefetto: "Lanciamo un appello sottoscritto da tutti i capigruppo della maggioranza in Campidoglio, affinché il presidente della Regione Zingaretti il sindaco Marino e il prefetto s'incontrino subito perché la situazione è davvero fuori controllo, e ve lo dice una persona che la settimana scorsa ha preso una 'legna' insieme al Pd su queste cose. Siamo di fronte a una polveriera sociale rispetto alla quale, il lavoro che abbiamo fatto probabilmente è insufficiente, serve un di più d'iniziativa politica, ecco perché il senso di una riunione urgente tra presidente, sindaco e prefetto".

Al termine delle operazioni di sgombero le famiglie sgomberate si sono mosse in corteo da via Castiglione per raggiungere la vicina sede municipale in via Benedetto Croce. Una volta nei pressi della sede istituzionale, i manifestanti, che dopo lo sgombero hanno portato con sé qualche oggetto personale, hanno occupato il municipio chiedendo una soluzione per la notte.

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