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Redazione RomaToday

Monopattini elettrici, la città dove se non lo parcheggi bene continui a pagare

Problemi in tutto il mondo per gli e-scooters; a Parigi una ragazza italiana è morta travolta da uno di questi mezzi. Il punto sulle legislazioni

La querelle sui monopattini a Roma è solo la riedizione di polemiche più che analoghe già apparse in diverse città del mondo. New York, Barcellona, Issy alle porte di Parigi hanno già scelto: i monopattini in strada sono un problema, sia di circolazione, sia di intralcio alla mobilità, che di decoro. Nella Grande Mela a soli tre operatori è stato concesso di effettuare una sperimentazione limitata a 1000 mezzi per brand e nel solo Bronx. Barcellona ha disposto lo scorso aprile una normativa durissima che impone l’obbligo del casco, limiti di circolazione per zona e tipo di strada, obbligo di parcheggio in area deputata, nonché necessità di assicurazione per il titolare e multe salate. In Italia, il casco è obbligatorio dai 14 ai 18 anni, in seguito è facoltativo.

Lo scorso 21 giugno a Parigi è morta una cittadina italiana, toscana di Capalbio, che lavorava nel Quartier Latin, travolta mentre rincasava da due ragazze che viaggiavano appunto in monopattino elettrico: David Beillard, responsabile per i trasporti della Ville, ha convocato i tre major brands dei monopattini free float e ha imposto l’abbassamento delle velocità da 25 a 10 km all’ora per tutti i mezzi, mettendo sul tavolo la minaccia del non rinnovo dei contratti nel 2022. Sono 15mila i biruote che tutti i giorni sfrecciano nella capitale francese, per la verità finora senza molte limitazioni. In Germania i monopattini sono stati equiparati a mezzi a motore a tutti gli effetti e hanno dunque una targa con regolare immatricolazione, mentre in Italia sono nella categoria delle biciclette; per prevenire il rilascio selvaggio di quelli affittati dai gestori, scrive HdMotori che a Monaco di Baviera “veniva impedito loro il termine del noleggio fino al corretto parcheggio dei monopattini” in aree dedicate, una soluzione già proposta anche da alcuni candidati alle primarie del centrosinistra romano.

Alla fine del 2020 il Forum of European Road Safety Research Institutes aveva realizzato uno studio con nel quale praticamente tutti i paesi rispondenti in Europa (17 su 18) sottolineavano come il parcheggio selvaggio dei cosiddetti “e-scooters” avesse le dimensioni del problema; unica eccezione l’Olanda, data la nota disciplina degli abitanti e le rodate abitudini biruote degli Oranje. Negli Stati Uniti, da cui la monopattino-mania si è diffusa, le cronache risalgono fino al 2018 e non sono diverse da quelle nostrane: una legge del Distretto di Columbia mirava a impedirne la circolazione di notte più altre severe restrizioni, e non è stata approvata a causa delle molte proteste. Una revisione legislativa con obblighi comunque significativi era in discussione lo scorso settembre e imponeva massimi di velocità e sistemi per segnalare al produttore disservizi e problemi. A Chicago, San Francisco e Denver i monopattini sono stati regolati e le case produttrici hanno dovuto accettare la regolazione.

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