Cronaca

Piano Casa, approvate le modifiche. Dal Mibac: "Nessuna intesa"

Dopo l'impugnazione parziale della legge da parte del Governo le modifiche al Piano Casa della Regione Lazio sono state approvate. Ma il Mibac smentisce qualunque intesa pre voto

Sì alle modifiche del Piano Casa in Consiglio Regionale dopo la parziale impugnazione della legge da parte del Governo. Approvate con 37 voti a favore e uno contrario. Sullo sfondo un'aula abbandonata per protesta dalle forze di opposizione, con l'eccezione del consigliere radicale Rocco Berardo.

LE MODIFICHE - Tra le modifiche del Piano, informano dal Consiglio regionale, c'é: il rafforzamento del ruolo del ministero dei Beni culturali nella procedura stabilita per superare contrasti circa l'effettiva esistenza di beni sottoposti a vincolo paesaggistico,il chiarimento della data di entrata in vigore della legge (28 agosto 2008) e del termine di applicazione (31 gennaio 2015), l'eliminazione della parte relativa alle concessioni in sanatoria ottenute tramite silenzio-assenso, la specificazione della necessità del nulla osta preventivo dell'ente gestore nel caso di interventi che ricadono in aree protette, la specificazione che i programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, previsti dal piano casa, sono interventi volti alla valorizzazione del territorio, l'eliminazione della parte relativa alla possibilità di realizzare impianti sportivi nelle aree naturali protette.

CASE - CHIESE - Inoltre viene introdotta la possibilità per gli enti religiosi di finanziare la realizzazione di edifici di culto attraverso la costruzione di strutture residenziali, commerciali, direzionali, turistiche o per servizi, per una volumetria pari a quella delle opere religiose fino a un massimo di 3 mila metri quadrati, su terreni di proprietà dell'ente stesso.

CASE POPOLARI - Viene modificata la norma sulle modalità di assegnazione delle case popolari, limitatamente a Roma Capitale, in maniera da favorire l'esaurimento delle vecchie graduatorie anche in presenza di nuovi bandi. Viene precisato che, per quanto riguarda i comuni costieri, le aree liberate dai programmi di demolizione e ricostruzione sono destinate alla fruizione pubblica del litorale.

LA PRESIDENTE POLVERINI - "Si è reso più fruibile un provvedimento che questa Giunta ha fortemente voluto per rispondere in primo luogo all'emergenza abitativa e dare una boccata d'ossigeno al settore dell'edilizia particolarmente colpito dalla grave crisi economica che ancora stiamo attraversando". Lo dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini in merito all'approvazione del piano.

"Abbiamo apportato le correzioni, concordate con il ministero competente riferite ad alcuni punti dell'impugnativa del Governo - spiega Polverini - rispettando i tempi per i quali ci eravamo impegnati. Il Piano Casa, già in vigore da settembre per la parte che non riguardava l'impugnativa, si sta rivelando un importante strumento per famiglie e imprese come dimostrano le Dia presentate ai Comuni. Oltre a superare alcuni dei rilievi mossi dal governo, il testo approvato introduce anche nuove norme che vanno nella direzione di ulteriormente semplificare l'attuazione della legge".


UN'INTESA CHE NON C'E' - Ma dal Mibac sottolineano: "A seguito delle notizie di stampa apparse nei giorni scorsi in merito ad una supposta intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Lazio sulle modifiche da approvare al 'Piano casa', si chiarisce che mai alcun atto o documento è stato sottoposto alla valutazione del Ministero e, di conseguenza, nessuna intesa è mai intercorsa sulle modifiche da approvare". "Il Mibac - si legge in una nota del ministero -, pertanto, si riserva di esprimere una sua valutazione solo a seguito della pubblicazione delle norme in oggetto appena approvate". Il primo a commentare le esternazioni del Mibac è il presidente nazionale dei Verdi e consigliere regionale Angelo Bonelli commenta: "In aula l'assessore Ciocchetti aveva giustificato il fatto che la discussione sulle norme aggiuntive al Piano Casa, da sostituire a quelle bocciate dalla Corte Costituzionale, fosse frutto di un accordo preventivo tra la Regione e i Ministeri dei Beni Culturali e dell'Ambiente, ma ora con una nota ufficiale il Mibac conferma che questa intesa non c'é".

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