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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Corruzione al Miur, altri sei arresti: lo "schema di dazi e utilità" in cambio di appalti

Nuova misura cautelare pwe Federico Bianchi di Castelbianco, editore dell'agenzia Dire. Altri cinque ai domiciliari

Sette misure cautelari sono state notificate questa mattina dai militari del nucleo di polizia Valutaria della Guardia di finanza su richiesta della procura di Roma nell’ambito dell'inchiesta su episodi di corruzione al Ministero dell'Istruzione (Miur) che coinvolge anche l’imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta ed editore dell'agenzia "Dire", già ai domiciliari.

Secondo l'accusa, l'imprenditore avrebbe avuto un rapporto privilegiato con l’ex capo dipartimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell'Istruzione, Giovanna Boda, anche lei indagata, ottenendo circa 23 milioni di commesse in cambio di utilità e mazzette per oltre 500 mila euro. Boda lo scorso aprile aveva tentato di togliersi la vita dopo una perquisizione effettuata dalla Finanza nell'ambito dell'inchiesta deflagrata a settembre 2021 con l'arresto di Bianchi di Castelbianco.

Nuova misura cautelare per l'imprenditore Bianchi di Castelbianco 

Castelbianco è stato raggiunto oggi da un’altra misura cautelare per ipotesi di corruzione di ulteriori funzionari e dirigenti del ministero. I domiciliari sono scattati anche per altre tre persone collegate all'imprenditore, che avrebbero partecipato, a vario titolo, allo schema di scambio per ottenere vantaggi economici, e per due funzionari del ministero dell’Istruzione, uno dei quali recentemente andato in pensione, che avrebbero “posto in essere atti contrari ai doveri d'ufficio a fronte delle utilità ricevute dall'imprenditore”. Per un terzo dipendente del Miur è stata invece applicata la misura interdittiva della sospensione temporanea per un anno dall'esercizio del pubblico ufficio.

Le indagini della Finanza, coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Carlo Villani, riguardano ripetuti episodi di corruzione commessi tra il 2018 e il 2021, periodo in cui Bianchi di Castelbianco avrebbe potuto contare sulla collaborazione fornita dai dipendenti del ministero dell'istruzione in cambio di mazzette e altri “bonus”.

Per gli inquirenti l'imprenditore avrebbe conosciuto in anticipo i contenuti dei bandi per il finanziamento di progetti scolastici, ai quali apportava anche modifiche necessarie per favorire le sue società, e avrebbe partecipato anche a riunioni strategiche presso il Miur per concordare la distribuzione dei finanziamenti destinati ad alcuni istituti scolastici.

Le accuse per i dipendenti

Gli altri due indagati finiti ai domiciliari, dipendenti dell'imprenditore, avrebbero contribuito alla predisposizione del contenuto dei bandi di gara anticipati e preso parte alla dazione delle utilità in favore dei pubblici ufficiali, occupandosi delle modalità operative per l'assunzione o il conferimento di incarichi e per i pagamenti delle spese richieste o sostenute dai dipendenti pubblici.

La misura degli arresti domiciliari ha riguardato anche un imprenditore campano, titolare di una ditta individuale con sede a Marcianise (Ce), che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti allo scopo di fornire una giustificazione contabile al denaro in uscita dalle società dell'imprenditore romano per coprire le spese sostenute in favore del Capo Dipartimento.

Le "utilità" per i funzionari del Miur

Per quanto concerne i tre funzionari del Ministero dell'Istruzione: il dirigente, ora in pensione, avrebbe ottenuto da Bianchi di Castelbianco il pagamento dei canoni di affitto di un appartamento a Roma da febbraio 2020 a giugno 2021 (circa 40mila euro) e il finanziamento di lavori di ristrutturazione, pari a circa 15mila euro, effettuati nel 2021 su un immobile di proprietà anch'esso nella Capitale.

Un'altra funzionaria avrebbe ottenuto dall'imprenditore il pagamento di circa 69.000 euro per una camera utilizzata dal fratello presso un bed and breakfast di Roma da febbraio 2019 a giugno 2021.

Il funzionario per cui è scattata la misura della sospensione temporanea dall'esercizio avrebbe invece ricevuto beni in natura pari a circa 5mila euro (motorino e computer). 

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