Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Roma, delitti e misteri: il lato oscuro della Città Eterna in 25 casi di cronaca nera

In uscita per 'Newton e Compton', "Misteri, crimini e delitti irrisolti di Roma" racconta la Capitale attraverso venticinque fatti di sangue dalla fine dell'800 ad oggi. Ne abbiamo parlato con l'autrice, la giornalista Flaminia Savelli

Dal brigante Gasbarrone, lo ‘sferruzzatore’, che assaliva diligenze e carovane di mezza Italia, all’omicida seriale Cesare Serviatti, dalla banda Casaroli alla Marranella, giù giù fino alla nuova mala romana. E poi gli ultimi episodi criminosi, non meno agghiaccianti, come lo stupratore dei garage Luca Bianchini, o la vicenda di Eleonora Scroppa, la mite farmacista uccisa davanti alla famiglia senza una motivazione plausibile.

Il filo conduttore che lega tutti questi fatti di sangue è Roma. Quella borgatara di fine ottocento, e la Roma perbenista degli anni del fascismo, la Roma fulgente della ‘dolce vita’ e la città opaca e senescente dei nostri giorni.

Tutto questo nel primo libro di Flaminia Savelli, “Misteri, crimini e delitti irrisolti di Roma. Il lato oscuro della Capitale tra omicidi, rapine, risse e usura”. Ne abbiamo parlato con l’autrice, giornalista de ‘la Repubblica’, nata e cresciuta nella Capitale.

Nel libro tratti perlopiù di delitti finiti in archivio e di cui si conosce poco …

Sono storie che hanno avuto una grande eco sui giornali quando sono avvenute, ma di cui si era persa un po’ traccia se si eccettua l’omicidio della Contessa Filo della Torre (il delitto dell’Olgiata, ndr) caso che è stato risolto quest’anno. Quel che mi ha spinto a riprenderle era la voglia di andare a vedere cosa ne è di questi casi di cronaca a tanti anni di distanza, quando non occupano più le prime pagine dei giornali.

Cosa c’è di diverso nel tuo libro rispetto alle tante pubblicazioni, anche recenti, sulla criminalità romana?

A cambiare è la prospettiva. Quel che ho voluto fare è scegliere delle storie che fossero vicine alla gente comune. La maggior parte dei delitti non riguardano ambienti elitari o situazione eccezionali, sono vicende che per quanto drammatiche possono capitare a chiunque. Come ad esempio l’omicidio del gioielliere Francesco Lenzi a Casal Palocco, freddato da un rapinatore, o l’agguato a Eleonora Scroppa, una tranquilla madre di famiglia colpita da due proiettili esplosi di là della finestra della sua abitazione mentre stava cenando con la famiglia. Un delitto crudele e inspiegabile.

È stata una scelta voluta, un modo per coinvolgere il lettore. Oltretutto il libro è strutturato in modo da risultare fruibile anche a chi non ha voglia di leggere tutte le 350 pagine. Le storie sono indipendenti l’una dall’altra. L’unico criterio che ho voluto seguire, in questo senso, è quello cronologico.

Cosa ci raccontano di Roma tutti questi delitti, c’è un aspetto particolare della città che viene fuori?

Purtroppo è evidente che scrivendo un libro del genere ci si accorge che si tratta di una città violenta. Certo nessun vuole puntare il dito perché si sta parlando pur sempre di una metropoli, però sono gli episodi più recenti quelli lasciano davvero perplessi.

Com’è cambiata Roma dalla fine del 1800 ad oggi se parliamo di violenza?

Ovviamente non voglio arrivare al paradosso di dire che oggi ci sia più violenza che all' inizio del secolo scorso, oppure che la situazione sia peggiore di quando operava la banda della Magliana. Ma c’è una dimensione della violenza, oggi, specie dopo i tanti omicidi avvenuti lo scorso anno, che colpisce. Penso ad esempio all’assassinio del gioielliere Francesco Lenzi avvenuto a Casal Polacco solo nel 2008, oppure all’episodio di via del Gazometro, dove per una banalissima lite una persona è rimasta uccisa. Ecco, morire così, oggi, fa davvero impressione.

C’è un omicidio in particolare che ti ha colpito di più, anche a livello personale?

Devo dire che quando ti approcci ad una vicenda da un punto di vista giornalistico può succedere che ci sia una storia, o un particolare che colpisce di più, ma questo libro mi ha costretta a stabilire un rapporto diverso con chi in quelle vicende è stato coinvolto. Non c’è stato solo un lavoro d’archivio, laddove è stato possibile - ovviamente per i delitti più recenti - ho parlato con i parenti delle vittime, sono stata partecipe anche a livello emotivo. Spero si percepisca, in filigrana, anche sul foglio di carta.
 

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