Il giallo di Miranda Ferrante, cosa si nasconde dietro la sua morte?

Resta un mistero il decesso della ballerina di Colleferro. In attesa dei risultati sui resti riesumati qualche mese fa, si cercano altri particolari che possano svelare cosa sia realmente successo nel luglio del 1960

Bellissima, famosa e morta in circostanze misteriose: resta un giallo la morte di Miranda Ferrante, la ballerina di Colleferro che perse la vita alla fine degli anni 50. Il figlio però non si arrende e, dopo aver chiesto e ottenuto la riesumazione della salma a 53 anni di distanza, attende con ansia il responso degli esami tossicologici. Nell'attesa si continua a scavare nel passato della donna. A voler far luce sul mistero è proprio suo figlio Maurizio.

Questa è infatti una storia ancora avvolta nel mistero e che parte da molto lontano. La donna, rimasta incinta nel 1957 ad appena 17 anni, decide di tenere il figlio il cui padre è tutt’oggi anonimo. Tre anni dopo la ballerina, che intanto è diventata un volto noto nel jet set capitolino, muore. E’ il luglio del 1960 quando il suo corpo viene ritrovato senza vita nella stanza di un albergo dove stava soggiornando durante uno spettacolo. Abuso di antistaminici, si legge nel referto.

Non appena la ragazza muore il bambino viene affidato alla zia che decide di prendersene cura. Maurizio, a cui nessuno ha mai raccontato la vera storia, solo casualmente scopre che la sua mamma adottiva è in realtà sua zia. Ha ormai 26 anni e decide di scoprire tutta la verità. Riesce a risalire al certificato di morte della madre su cui viene indicato l’abuso di antistaminici e proprio dalle carte mediche emerge la prima anomalia: non risultano infatti le analisi del sangue né dell’autopsia.  

Durante le sue ricerche scopre inoltre che la giovane lavorava come ballerina in uno storico locale notturno di Montecatini, il Kursaal, frequentato dall’alta borghesia della Capitale. Sul resto della vicenda il mistero resta fitto.

Maurizio, oggi 55enne, per fare chiarezza sulla vicenda ha richiesto l’aiuto di Bernardo Ferro, investigatore presidente dell’associazione Italdetectives, che indaga insieme al criminologo Gianfranco Marullo per ottenere risposte.

Proprio l’investigatore privato Ferro è riuscito a risalire indietro nel tempo rintracciando anche testimoni e protagonisti dell’epoca arrivando fino al medico di turno al pronto soccorso la sera del decesso di Miranda, Licio Rossini oggi 88enne, il quale ha cercato di ricostruire i fatti di quel giorno ma senza rivelare nessun dettaglio particolare.  

E un altro particolare è emerso invece dalla tomba di Miranda. Solo un indizio, un altro rebus da sciogliere in questa vicenda. Durante l’ispezione della tomba infatti, proprio davanti la lapide è stata notata una statuetta: “È lì da sempre”, racconta oggi Maurizio, il figlio della donna. “Ricordo che da bambino, quando andavo al cimitero con mia zia, vedevo quella statuetta sulla tomba di sua sorella – spiega Maurizio – Poi, quando ho deciso di indagare, ho iniziato a chiedere informazioni. Sono addirittura andato da un monaco buddista”.

L’ipotesi per chi sta indagando resta quella che la ballerina sia stata uccisa e che la sua morte sia stata fatta passare per un suicidio.

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