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Via Prenestina, lavoratore minaccia di darsi fuoco davanti alla sede dell'Atac

La protesta dei dipendenti delle ditte di pulizia per l'azienda capitolina "per il fallimento dell'accordo sul nuovo contratto". Intanto circa duecento colleghi in presidio bloccano l'ingresso della struttura

Minaccia di darsi fuoco con l'alcol. E' questa l'estrema protesta di un dipendente delle ditte di pulizia dell'Atac che si trova davanti alla sede della municipalizzata capitolina dove una cinquantina di colleghi sta manifestando bloccando con catene l'entrata del deposito Atac. Sul posto sono presenti le forze dell'ordine, Vigili del Fuoco e un'ambulanza.

Dopo la sospensione dei contratti nelle scorse settimane, ieri è saltato un ennesimo tentativo di accordo. Spiega un lavoratore: “Dal primo marzo, alle ditte che fornivano i servizi di pulizia per l'Atac, sarebbe dovuta subentrare una multiservizi. Ieri però ci siamo accorti che nel nuovo contratto, da aprile, ci sarebbe dovuto essere un abbassamento del monte ore, e quindi dello stipendio, del 34%. Ci avevano promesso che non sarebbe stato così. Così non abbiamo firmato”.

La situazione è tornata alla calma dopo qualche ora quando i sindacalisti della Fisascat Cisl, che hanno organizzato i lavoratori in protesta, sono stati ricevuti da Atac: "Ci hanno assicurato che lunedì si aprirà un tavolo con le parti per valutare la validità dei contratti che ci hanno proposto nel passaggio alle nuove ditte" spiega un lavoratore. I dipendenti delle ditte di pulizia non hanno intenzione di abbassare la guardia. Per domani mattina è in programma un nuovo presidio.

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