Paura a Lunghezza: pizzaiolo armato di pistola minaccia di farsi esplodere dentro il locale

I carabinieri sono riusciti a disarmarlo dopo quasi 4 ore di 'trattative'. Il 39enne aveva lasciato lasciato intendere ai Militari di aver riempito la porta dell'esercizio commerciale di esplosivo

Quasi quattro ore sul filo del rasoio. Attimi di paura nella serata di ieri 16 marzo in una pizzeria di Lunghezza, nella periferia est della Capitale, dopo che il titolare dell'esercizio commerciale si è barricato nel negozio armato di pistola e coltelli minacciando di farsi saltare in aria con tutto il locale. La chiamata al 112  poco dopo le 22.

BIGLIETTO SULLA PORTA - Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della Compagnia di Tivoli, diretti dal capitano Emanuela Rocca, con l'ausilio della squadra Artificieri del Reparto operativo del comando provinciale di Roma, dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118. Una situazione di panico con il 39enne che si è chiuso dentro la pizzeria di via di Lunghezza lasciando un biglietto sulla porta nel quale intimava ai familiari e a chiunque altro di non entrare nell'esercizio commerciale. Una minaccia di suicidio alla quale si è aggiunta quella di una possibile deflagrazione, con il pizzaiolo romano ad affermare di aver imbottito la porta della pizzeria di esplosivo.

ARMATI DI PISTOLA - Giunti nella borgata del VI Municipio delle Torri, I Militari dell'Arma hanno quindi cominciato una lunga 'trattativa' con l'uomo cercando di convincerlo nel desistere dai propri intenti suicidi ed esplosivi. Una situazione delicata con il pizzaiolo che non ha esitato a sparare un colpo dalla pistola 8 millimetri in proprio possesso. Viste le difficoltà i carabinieri sono riusciti a farlo avvicinare alla porta di ingresso della pizzeria riuscendo a distrarlo ed a penetrare nel locale praticando un buco in una parete esterna della pizzeria con l'ausilio dei vigili del fuoco.

TRE ORE DI TRATTATIVA - Una volta penetrati all'interno della pizzeria i militari sono riusciti a disarmare l'uomo, visibilmente ubriaco, e a bloccarlo poco prima dell'una e trenta della notte, dopo quasi quattro ore di trattative. Requisita la pistola, che è risultata essere caricata a salve, l'uomo è stato trasportato in ospedale e sottoposto a cure.

MESSAGGIO SULLA FARINA - I militari hanno trovato alcuni biglietti e un messaggio scritto con con la farina su un piano di lavoro in cui il pizzaiolo chiedeva scusa alla moglie e al figlio, costretti a lavorare perchè lui non riusciva a mantenerli.

ARRESTI DOMICILIARI - Sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria, l'uomo è stato ristretto al regime degli arresti domiciliari. Per lui le accuse sono "Violenza e resistenza a pubblico ufficiale" e "minaccia aggravata".

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