Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Casal de Pazzi / Via Raffaele Majetti

Rebibbia: trovati microcellulare e caricabatterie in carcere. Il Sindacato: "Inasprire le pene"

La scoperta da parte degli agenti della polizia penitenziaria segue di pochi giorni un altro sequestro

Il carcere di Rebibbia

Microcellulari in carcere per parlare con l'esterno ed impartire indicazioni ed ordini. Succede in carcere a Rebibbia dove gli agenti della polizia penitenziaria hanno ritrovato un piccolo telefonino con due caricabatterie. Lo rende noto Aldo Di Giacomo segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP: "Bravi sicuramente i colleghi nella scoperta che testimonia, ancora una volta, la professionalità e la dedizione che sempre contraddistingue la Polizia Penitenziaria. Le tecniche atte ad eludere il sistema purtroppo sono sempre più all’avanguardia, mentre le risposte dello Stato a tali comportamenti criminali sempre più inefficaci nel tempo. Solo una settimana fa all’interno dello stesso carcere, che ricordiamo essere stato uno dei “teatri” delle rivolte, è stato scovato un altro cellulare nel corso di una perquisizione straordinaria avvenuta nella stessa sezione".

Segretario del sindacato dei baschi azzurri che denuncia il rinvenimento chiedendo un inasprimento delle pene per l'introduzione nelle case circondariali di telefoni ed apparecchi per comunicare con l'esterno: "Evidentemente l’introduzione della norma che prevede una vera e propria configurazione di reato nell’ipotesi in cui si introduce o si tenti di introdurre un telefono in carcere, sebbene punisca sia chi dall’esterno cerca di introdurre il telefono e sia il detenuto che lo detiene, evidentemente non basta a scoraggiare l’effettiva messa in atto di questi comportamenti criminali. E’ necessario inasprire severamente le pene ed aumentare, nel contempo, la spesa di strumenti tecnologici volti al ritrovamento". 

"Da diverso tempo sostengo che per i criminali è una consuetudine diffusa impartire ordini con i telefonini e che le carceri siano ormai divenute luogo di ristoro sicuro ove gestire i propri traffici - conclude Di Giacomo -. Il tempo del buonismo deve finire: è ora che lo Stato dia risposte sicure in merito a tutte le disfunzioni del sistema carcerario".

Seguono a Di Giacomo le dichiarazioni del vice-segretario generale S.PP. Gina Rescigno: “Questo ennesimo ritrovamento conferma la bontà dell’operato della Polizia Penitenziaria seppur in forte carenza di personale. La scoperta è stata frutto dell’intuizione e delle indubbie capacità, anche investigative, dei colleghi che si sono recati al quarto piano della seconda sezione e pare che qui abbiano rinvenuto il microcellulare ed i caricabatterie ben occultati all’interno delle prese della corrente. Le nostre congratulazioni ai colleghi unite ad un appello: è ora di investire in nuove tecnologie atte ai ritrovamenti ed aumentare significativamente le pene". 
 

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