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Cronaca Primavalle / Via Giuseppe Benedetto Dusmet

Omicidio Primavalle: in cento devastano la casa del killer di Michelle Causo

Le violenze durante un corteo promosso dal comitato Torrevecchia-Primavalle per ricordare la 17enne uccisa lo scorso 28 giugno

E' degenerata in violenza la manifestazione promossa dal Comitato Torrevecchia-Primavalle in ricordo di Michelle Maria Causo, la 17enne uccisa da un suo coetaneo e abbandonata vicino i cassonetti dei rifiuti lo scorso 28 giugno a Primavalle. Cento ragazzi si sono infatti staccati dal corteo che si è tenuto dopo aver celebrato in chiesa una messa per ricordare la giovane. Poi hanno raggiunto l'abitazione del coetaneo cingalese arrestato per l'omicidio dell'adolescente. Arrivati in via Dusmet  alcuni dei ragazzi hanno aperto con violenza il portone della palazzina, per poi, una volta entrati in casa, forzare i sigilli e danneggiare l'appartamento. 

Tutti di età compresa fra i 15 e 18 anni, sul posto era presente la polizia scientifica che ha ripreso tutti i partecipanti alle violenze, estranei all'iniziativa in ricordo di Michelle Causo. Molti di loro, già identificati, verranno deferiti all'autorità giudiziaria per i reati che gli verranno ascritti. Sabato mattina è stato poi lo stetto comitato promotore a condannare l'accaduto: "Il Comitato Torrevecchia Primavalle e le persone che voglio bene a Michelle - si legge sulla pagina facebook - si dissociano dall'accaduto di ieri. Vogliamo giustizia non violenza".

In ricordo di Michelle Causo

Le violenze sono avvenute nel corso della manifestazione - indetta dal Comitato Torrevecchia Primavalle,  promossa dopo la celebrazione di una messa per ricordare Michelle Maria Causo, lì nella stessa parrocchia di Santa Maria della Presentazione dove furono celebrati i funerali. Una manifestazione cominciata pacificamente in via Stefano Borgia, alla presenza di decine di amici, parenti e conoscenti della 17enne. 

Manifestanti bloccano il traffico 

Poi i primi momenti di tensione, durante quella che sarebbe dovuta essere una manifestazione pacifica in ricordo di una ragazza uccisa. Gli amici di Michelle Maria Causo, uniti nel corteo partito da via di Torrevecchia e diretto a Primavalle, hanno bloccato il traffico per urlare giustizia. In testa la mamma della ragazza. Nelle insistenze di una donna al volante di una macchina costretta a fermarsi, i ragazzi l’hanno aggredita prendendo a calci gli sportelli e rompendo uno specchietto. Tra i cartelli del corteo messaggi contro la violenza sulle donne.

La rabbia degli amici di Michelle 

Urlando giustizia e rabbia gli amici di Michelle Maria Causo, dopo aver bloccato il traffico, si sono mossi fino a via Dusmet per gridare contro gli inquilini della palazzina dove il 17enne cingalese, in carcere per l’omicidio, viveva. “Sono responsabili di non aver sentito niente - dicono all'Adnkronos -. Ci hanno detto che dobbiamo andare via da qui, ma stiamo solo manifestando contro la violenza”.

Il corteo a Primavalle 

“Mi spiace che siamo pochi, qui a ricordare Michelle. Ma alla gente non gliene frega niente”. Era iniziato così, con le parole sparate da un megafono, il momento di raccoglimento in via Stefano Borgia, a Primavalle, per la 17enne uccisa un mese fa. “La gente nel palazzo (quello dove viveva il cingalese in carcere per l’omicidio, ndr) non ha sentito niente. E lo Stato dov’è?” le frasi urlate, prima di tornare a chiedere giustizia e a insultare gli agenti schierati in ordine pubblico gridando “via via la polizia”.

La mamma di Michelle Causo 

“Nessuno vuole la violenza, in primis Michelle, ma il ragazzo deve essere punito come merita. Queste cose devono finire per sempre”. Le parole tra gli applausi della mamma di Michelle Maria Causo, la donna ha poi continuato: “Lo Stato faccia il proprio lavoro perché è complice anche lui - ha detto ai manifestanti che chiedevano l’ergastolo per il ragazzo arrestato - Un delinquente del genere non doveva stare a casa. Precedenti c’erano stati e nessuno ha fatto niente”. 

Lo Stato non ha fatto niente 

“Ergastolo, ergastolo” le parole urlate dal papà di Michelle mentre la mamma al megafono cercava di riportare alla calma gli animi surriscaldati di una manifestazione che ha perso i connotati pacifici più volte annunciati. “Mia figlia a casa non ci torna - urla il padre, sfogando la sua rabbia - Quel ragazzo aveva precedenti per rapina e per aver rubato l’identità alle ragazzine. Tre volte avevano proposto gli assistenti sociali alla madre, che puntualmente li ha rifiutati. Se li avesse accettati, tutto questo non sarebbe successo. E lo Stato non ha fatto niente”. 

Manifestazione Michelle Causo Primavalle

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