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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca

'Michele O pazz' e 'Mimì O Professor': il boss ed il suo reggente

La carriera criminale di Michele Senese e Domenico Pagnozzi a capo dei Napoletani del Tuscolano, l'organizzazione mafiosa sgominata nell'ambito della Operazione Tulipano

Il 'boss' ed il suo 'reggente'. Così vengono definiti dagli investigatori Michele Senese e Domenico Pagnozzi, i due capo clan di quelli che si sono autodefiniti 'I napoletani della Tuscolana', organizzazione camorristica autoctona che a partire dagli anni '80 ha cominciato ad estendere la sua longa mano sulla Capitale. 'Michele O pazz' e 'Mimì O Professor', questo i soprannomi con i quali i due boss erano conosciuti nel substrato criminale non solo dell'Urbe, ma di tutto il territorio nazionale nel quale gravitano Camorra, Mafia, e la 'Ndrangheta.

IL BOSS SENESE - Le origini delle vicende criminali dei 'Napoletani del Tuscolano' risalgono alla guerra di Camorra combattuta a Napoli all'inizio degli anni '80 (che portò alla morte di circa 700 persone) tra la Federazione Camorristica denominata Nuova Famiglia, capeggiata da Carmine Alfieri e Pasquale Galasso, e la Nuova Camorra Organizzata (NCA) di Raffaele Cutolo. Esponente di spicco del clan Moccia di Afragola, 'Michele O pazz' si trasferì a Roma in qualità di organo operativo della Nuova Famiglia, contribuendo alla ricerca dei 'cutoliani' da eliminare, rifugiatisi nella capitale.

LE PRIME ASSOLUZIONI E L'ERGASTOLO - Sebbene l’affiliazione del Senese ai citati clan camorristici e la sua partecipazione a numerosi omicidi sia stata accertata in vari procedimenti, grazie anche al contributo dichiarativo di numerosi collaboratori di giustizia, negli anni, il Senese ha riportato varie assoluzioni per incapacità di intendere e di volere. Dal 26 giugno 2013 Michele O Pazz è detenuto poiché ritenuto mandante dell’omicidio di Giuseppe Carlino avvenuto a Torvajanica il 16 settembre del 2001, delitto il cui esecutore materiale è risultato Domenico Pagnozzi e per il quale entrambi sono stati condannati all’ergastolo.

OMICIDIO CARLINO - L’esecuzione del Carlino fu disposta dal Senese al fine di vendicare l’assassinio del fratello Gennaro, commesso a Roma il 16 settembre 1997 dai fratelli Carlino Giuseppe e Francesco e punire questi ultimi per avere determinato un’esposizione debitoria del sodalizio di matrice camorristica capeggiato dal Senese nei confronti di altri gruppi criminali attivi nel narcotraffico internazionale, riaffermando in tal modo il prestigio e la forza intimidatrice della citata associazione.

L'ASCESA DI PAGNOZZI - Proprio in tale ambito si collega l'ascesa a Roma di Domenico Pagnozzi, nato a Napoli nel 1959 e conosciuto negli ambienti malavitosi come “Mimì o’professor” o “Ice - occhi di ghiaccio”, già elemento di spicco dell’omonima famiglia camorristica di stanza a San Martino Valle Caudina (Avellino) e condannato più volte per associazione di tipo mafioso e, di recente, all’ergastolo per omicidio, in atto detenuto al regime speciale di cui all’art. 41 bis.

MIMI' O PROFESSOR - Già all’età di 18 anni, Domenico Pagnozzi si è reso responsabile dell'omicidio di  Alessandro Ruggiero, del tentato omicidio di Giovanna De Maio e delle lesioni aggravate in danno di Franco Fusco. Fatti commessi in concorso con Alfonso Pagnozzi, Luciano e Antonio Vitagliano, per i quali il Pagnozzi fu condannato alla pena di 10 anni di reclusione. Nel 2005 Mimì O Professor si trasferì a Roma  sottoposto a Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno dando vita alla sua ascesa criminale nella Capitale.

I NAPOLETANI DEL TUSCOLANO - Un sodalizio criminale riconosciuto dal 'Mondo di Sotto' che nel corso degli anni ha allargato i suoi affari criminali. L’indagine “Tulipano” ha evidenziato come una volta stabilitosi a Roma, Domenico Pagnozzi abbia qui costituito un proprio gruppo mafioso, del tutto autonomo rispetto a quello da lui capeggiato nella Valle Caudina e operante nella zona sud-est di Roma (Tuscolano-Cinecittà), coesistendo, in condizioni di autonomia operativa e di alleanza con il gruppo Senese, in virtù della comune matrice camorristica e della stretta vicinanza tra i due capi.

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