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Cronaca

Ecco chi è Michele Senese, lo "zio che comanda tutta Roma". Dagli inizi nella Camorra al cartello della droga

Senese è "re" da almeno tre decenni. "A lui si rivolgono con deferenza per riferire circa il loro operato", scrive il giudice Luigi Balestrieri nell'ordinanza che dispone gli arresti

Michele Senese, detto 'O Pazz' o anche 'zio Michele' a Roma, è uno dei re del narcotraffico. Gli affiliati lo definiscono "capo indiscusso della malavita romana", "il capo di Roma", "il boss della Camorra romana" che "comanda tutto lui".

A Senese, i suoi scagnozzi, "si rivolgono con deferenza per riferire circa il loro operato", scrive il giudice Luigi Balestrieri nell'ordinanza che dispone gli arresti di 28 persone, condidata da 84 persone indagate, in una inchiesta della Procura e dei carabinieri di Roma.

Senese, il marchio per incutere timore

Senese di anni ne ha 63 ed è considerato uno dei "re" della malavita (romana e non solo) da almeno tre decenni. Un nome così potente, quello di 'zio Michele' che solo citarlo fa paura. "Il marchio di fabbrica 'Senese' viene utilizzato dagli affiliati per incutere timore e godere del dovuto rispetto nei rapporti con gli altri gruppi criminali operanti sulla capitale, esercitando una indiscussa forza intimidatrice sia negli ambienti malavitosi che nei confronti di ampi strati della cittadinanza dove è generalmente diffusa la paura nei confronti dei cosiddetti 'napoletani della Tuscolana'", racconta il gip Balestrieri.

"Il clan basa il suo potere e la sua forza intimidatrice sul carisma criminale di Michele Senese, consolidatosi a Roma nel corso di oltre un trentennio grazie anche alla commissione di efferati delitti" aggiunge il gip.

I testimoni: "Zio Michele comanda tutta Roma"

"E' zio Michele, amico mio intimo, lui comanda tutta Roma, qualsiasi cosa passa prima da lui e poi va avanti". Così parlava di lui un indagato presentandolo a ad un conoscente, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

La posizione da leader di Senese emerge anche dalle dichiarazioni di un informatore agli inquirenti: "Mi dicevano che Michele Senese era il capo indiscusso, non si muoveva una foglia, era il capo indiscusso della malavita romana, dicevano che era molto conosciuto e tutti lo rispettavano" si legge.

Secondo il gip, sotto l'egida di Senese operavano distinti gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti, di cui faceva parte anche Fabrizio Piscitelli, alias 'Diabolik', ucciso in un agguato il 7 agosto del 2019 nel Parco degli Acquedotti di Roma. Ma non solo perché c'erano anche i rapporti con i Pagnozzi e 'Mimì O Professore'.

"Assoluto rilievo assumono le esternazioni d'impeto di un appartenente al clan e al cartello Senese" che "definiva il loro rapporto con la famiglia Senese di sola remissione, motivato dalla loro continua pretesa di denaro", scrive il gip Luigi Balestrieri. "Le cavallette, sono come loro. So' quegli animali verdi che bruciano tutto, quando passano mangiano tutto, arrivano a miliardi... portano solo guai (...) se farebbero arrestà per non pagare una cena", si legge in un passaggio delle intercettazioni contenute nell'ordinanza. 

Chi è Michele Senese, gli inizi con la Camorra a Napoli

L'operazione di ieri, che racconta fatti avvenuti anni fa, certifica ancora una volta la potenza criminale di Senese. Ma chi è questo "zio Michele" che tanto fa paura? La sua "carriera" inizia in Campania, già in giovane età, presumibilmente favorita, secondo i carabinieri che ne descrivono il profilo, "dal particolare contesto sociale e territoriale di provenienza, e dalla vicinanza al clan Moccia, all'epoca egemone nell'area a nord-est di Napoli comprendente anche il comune di Afragola, suo paese natio".

Tale legame, nonché la partecipazione nei delitti commessi per agevolare l'ascesa del clan che, nell'ambito della nota guerra di camorra, si era schierata tra le fila della Nuova Famiglia di Pasquale Galasso e Carmine Alfieri (contrapposta alla Nuova Camorra Organizza, promossa e diretta da Raffaele Cutolo) è stato documentato con la sentenza 11/95, emessa il 14 novembre 2000 dalla Corte di Assise di Napoli - Sezione Prima, che riconosceva la militanza di Senese nella confederazione camorristica denominata Nuova Famiglia e accertava il suo ruolo attivo nella pianificazione delle "strategie militari da attuare nei confronti degli avversari". In quel contesto, era infatti maturato l'efferato omicidio di Alfonso Catapano, intraneo alla Nuova Camorra Organizza di Cutolo, a cui aveva partecipato lo stesso Senese, come accertato giudizialmente nonostante l'assoluzione di quest’ultimo per "totale vizio di mente", ecco perché gli fu affibiato il soprannome 'O Pazzo'.

L'arrivo a Roma, la sua ascesa e rapporti con la Banda della Magliana

Negli anni '80 Senese si trasferisce nella Capitale, dove inizia la sua ascesa criminale.  Successivamente, nell'ambito dell'operazione 'Orchidea', eseguita nel gennaio del 2009 nei confronti di "zio Michele " e altre 40 persone, veniva ricostruita parte della sua carriera criminale.

L'operazione si basava anche sulle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia che avevano riferito come Senese, arrivato a Roma per dare la caccia agli affiliati della Nuova Camorra Organizza che erano scappati nel Lazio, per ucciderli, aveva dato vita, nella Capitale, ad un'autonoma organizzazione che operava essenzialmente nel settore del traffico e dell'importazione di sostanze stupefacenti (cocaina ed hashish), pur mantenendo sempre attivi i suoi rapporti con le associazioni camorristiche campane alle quali il Senese assicurava il suo aiuto partecipando ad omicidi che gli venivano commissionati e per l'esecuzione dei quali si recava in Campania per poi fare ritorno a Roma o, viceversa, rivolgendosi ai suoi amici camorristi per richiedere l'invio da Napoli di killer per commettere omicidi nell'area romana di controllo e sviluppando poi, grazie al suo carisma criminale, nuovi rapporti ed alleanze con altre organizzazioni criminali come quelli con Banda della Magliana, e la famiglia Nicoletti, il cassiere della Banda.

NINV - Le fasi dell'operazione dei Carabinieri (5)-2

L'omicidio Carlino e gli affari con i Pagnozzi

Senese, riuscito ancora una volta a evitare il carcere, è stato nuovamente arrestato nel giugno del 2013, a seguito della riapertura delle indagini sull'omicidio di Giuseppe Carlino, commesso il 10 settembre 2001 a Torvajanica che hanno portato alla condanna, in primo grado (sentenza del 31 ottobre 2014) e in appello (sentenza del 29 gennaio 2016) di Michele Senese e Domenico Pagnozzi, il primo quale mandante e il secondo quale esecutore materiale dell'efferato delitto.

L'omicidio era stato eseguito per vendicare l'assassinio del fratello Senese, Gennaro, commesso a Roma il 16 settembre 1997 dai fratelli Carlino e per punire i fratelli che avevano anche contratto un debito nei confronti di altri gruppi criminali attivi nel narcotraffico internazionale, riaffermando in tal modo il prestigio e la forza intimidatrice della citata associazione per delinquere.

Ieri il lavoro dei carabinieri ha raccontato come tra settembre 2011 e aprile 2015, Senese aveva messo in piedi un verso è proprio cartello della droga, un gruppo di Narcos che gestiva lo spaccio nei quartieri Tiburtino, San Basilio, Tuscolano, Cinecittà, Tor Bella Monaca e nella città di Tivoli.

Con l'operazione Affari di Famiglia dello scorso agosto, inoltre, è emerso come, grazie ai pizzini rilasciti dal carcere, "zio Michele" continuava a comandare in città anche da dietro le sbarre. 

NINV - Le fasi dell'operazione dei Carabinieri (6)-2

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