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FOTO ANSA/ANGELO CARCONI

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Procure, annullamento nomina Prestipino: Csm impugna sentenza Tar

La decisione è passata però a maggioranza, con 13 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astensioni

Il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar del Lazio, il 16 febbraio, ha annullato la nomina di Michele Prestipino a capo della procura di Roma, deliberata dal Csm un anno fa. Il plenum ha approvato con 13 voti a favore, 6 contrari e 5 astenuti la delibera che dà mandato all'Avvocatura dello Stato di costituirsi in giudizio. Non all'unanimità quindi.

Con la delibera proposta dalla Quinta Commissione, competente per gli incarichi direttivi, che riguarda uno dei tre ricorsi quello del procuratore generale di Firenze Marcello Viola, oltre a impugnare a Palazzo Spada la sentenza si chiede anche la sospensione cautelare dei suoi effetti "In ordine al cambiamento di opinione sul dottor Viola da parte di alcuni componenti della Commissione - si legge nella delibera che difende la nomina di Prestipino del 4 marzo di un anno fa e votata oggi dal plenum a maggioranza - preme rilevare come ciò rientri nella fisiologia della formazione delle decisioni della Commissione, ove i vari componenti si formano, sulla base di una autonoma elaborazione degli elementi informativi emergenti dagli atti della procedura, il proprio convincimento, trasfuso poi nel voto espresso in Commissione, in favore di questo o quel candidato".

"Ciò comporta che l'ingresso di nuovi elementi istruttori possa determinare, come poi avvenuto, una modifica nella valutazione di un candidato da parte di alcuno dei componenti, senza che possa farsi derivare alcuna illegittimità dalla circostanza che lo stesso, sulla scorta di un determinato quadro istruttorio, sia stato ritenuto da alcuni membri della Commissione dapprima meritevole del conferimento di un posto e successivamente, sulla base di diversi elementi informativi, non più meritevole di essere destinatario di una proposta", si spiega ancora.

"Anche sotto questo profilo si coglie, pertanto, l'erroneità della sentenza del giudice amministrativo nella parte in cui evidenzia una ulteriore ragione d'illegittimità della decisione consiliare nella mancata riproposizione del dottor Viola per l'incarico di Procuratore di Roma - riporta la delibera della Quinta Commissione - non essendo emerso dalle indagini della procura di Perugia alcun suo coinvolgimento e non essendo stato destinatario di alcun provvedimento di natura disciplinare o penale: il giudice amministrativo mostra, infatti, di non avere compreso quanto è chiaramente scritto in delibera, ovvero che il dottor Prestipino è risultato destinatario di una proposta di conferimento dell'incarico di cui si discute, che ha poi riscosso la maggioranza dei voti in Plenum, in ragione della sua prevalenza sotto il profilo del merito e delle attitudini anche sul dottor Viola".

Secondo la Quinta Commissione dunque "si evince l'erroneità e contraddittorietà degli assunti contenuti nella sentenza del giudice amministrativo che merita di essere impugnata e rispetto alla quale deve anche essere avanzata immediata richiesta di sospensione dei suoi effetti. Sotto quest'ultimo profilo, appare infatti evidente che l'esecutività della sentenza possa determinare un grave danno alla Procura di Roma dove il dottor Prestipino svolge le funzioni di Procuratore dal 5 marzo 2020. Data l'entità e la delicatezza degli affari gravanti sul predetto ufficio giudiziario è infatti particolarmente opportuno garantire continuità all'attività di direzione e organizzativa del dirigente, che sarebbe preclusa ove non fosse concessa la sospensione degli effetti della impugnanda sentenza".

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