Cronaca

"Ciao Michele", in centinaia ai funerali di Mondella

Il mondo della musica, colleghi e amici a Roma per l'ultimo saluto allo storico promoter stroncato da un infarto

Il feretro di Michele Mondella

"Ma che piagnete" avrebbe detto Michele Mondella oggi, con la sua solita ironia capace di sdrammatizzare ogni cosa, alle centinaia di persone che nella Chiesa del Preziosissimo Sangue, al Fleming, si sono strette intorno al suo feretro e al dolore della sua famiglia. E non ne aveva il minimo dubbio nemmeno Dario, il figlio più piccolo del promoter, che nel ricordare il padre, insieme ai fratelli Nicoletta e Dario, ha detto: "Se papà adesso fosse qui si farebbe una grande risata".

Una risata impossibile da dimenticare, come la sua brillante carriera, che riecheggiava negli occhi pieni di commozione e lacrime dei presenti, così tanti da non riuscire a entrare tutti in chiesa. Colleghi, giornalisti, cantanti, amici, erano in centinaia per l'ultimo saluto a Michele Mondella. E per dirgli "grazie". Sì, perché chi ha avuto la fortuna di incontrare e conoscere Michele, come professionista e come uomo, non può che essergli grato. E oggi, fuori e dentro quella chiesa, lo erano tutti, oltre che rattristati per la sua morte e il vuoto che lascia, non solo nel mondo della musica.

Il mondo della musica saluta Michele Mondella: le foto

Renato Zero, nel primo banco accanto alla famiglia del suo mentore e amico, Antonello Venditti, Gianni Morandi, Giorgia, Amedeo Minghi, Edoardo Vianello, Gigi D'Alessio, Luca Carboni, Fiorello, il suo "imitatore ufficiale". E poi il mondo del giornalismo, Vincenzo Mollica, Gino Castaldo, Mario Luzzatto Fegiz, ognuno legato profondamente a questo gigante della musica e della comunicazione. 

Qualcuno ha perso un collega, qualcuno un maestro, ma tutti hanno perso un caro amico. Ciao Michele.

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