Metro Roma: stazioni di Spagna e Barberini si accendono e si spengono come le luci di Natale

Le stazioni di Spagna e Barberini sono ancora soggette a controlli da parte dei tecnici delle scale mobili. Repubblica, invece, resta chiusa

Le stazioni metro di Spagna e Barberini a Roma sono aperte o chiuse? E' la domanda che, dall'11 dicembre, si fanno i romani e i turisti che stanno vivendo a singhiozzo due dei principali scali della linea A. Tra comunicati di apertura e tweet di chiusura, il dato che emerge è che le due stazioni stanno funzionando a intermittenza, come le luci di Natale.

On e off. Gli aggiornamenti sono costanti tra segnalazioni di apertura e di chiusura. A Roma, dopo l'incidente avvenuto prima del match di Champions League tra i giallorossi e il Cska Mosca del 23 ottobre scorso (qui il video), infatti, si sono accesi i fari sulla manutenzione degli impianti delle metropolitane. In questi giorni le ditte specializzate stanno effettuando alcune verifiche tecniche. "I lavori verranno condotti nel minor tempo possibile", ha fatto sapere Atac in questi giorni ma non è chiaro quando le stazioni verrano definitivamente riaperte senza essere più chiuse.

L'azienda dei trasporti della Capitale ha scelto una linea: tenere aperte le stazioni e, nel frattempo, portare avanti i lavori per non isolare il centro di Roma come successe il 12 dicembre. Ecco il perché degli annunci di apertura e di chiusura a singhiozzo. L'obiettivo, secondo quanto appurato da RomaToday, è quello di avere Spagna e Barberini, seppur non nel pieno delle proprie capacità, attive. Anche perché la terza stazione del centro di Roma, quella di Repubblica, resta e resterà chiusa ancora per diverso tempo, probabilmente fino alla fine dell'anno.

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La fermata che affaccia su via Nazionale è stata la prima a mostrare segni evidenti di cedimento. Secondo la Procura di Roma le scale mobili della stazione non sono collassarono perché i tifosi del Cska Mosca saltarono ma per un cedimento di rampa, oppure per la rottura di un pezzo meccanico. 

Il procuratore aggiunto Nunzia D'Elia e il pubblico ministero Francesco Dall'Olio, per questo episodio, hanno iscritto nel registro degli indagati tre dirigenti Atac ed il responsabile legale della società che, dal 2017, si è aggiudicata la manutenzione degli impianti delle scale mobili. L'accusa è di disastro colposo e lesioni personali [qui l'articolo completo]. 

Nel frattempo, però, martedì si è vissuta una giornata da incubo sulla linea A. Prima l'allarme bomba, rivelatosi falso, alla stazione di Cinecittà che ha mandato in tilt la tratta per due ore poi, appunto, la questioni relative a Spagna e Barberini, che hanno conformazioni particolari perché pravalentamente collegate con le scale mobili. Dopo una prima parziale apertura, dalle 18:30 a poco dopo le 20, sono stati chiusi gli accessi in entrata per una verifica impianti.

Discorso simile per Spagna. Prima aperta, poi chiusa, poi attiva solo per i passeggeri in entrata, quindi definitivamente riaperta alle 20:10. Senza dimenticare anche i problemi, gli stessi, alla stazione Furio Camillo attiva solo per la discesa dei viaggiatori dai treni e l'uscita.

Messaggi che Atac, costantemente, diffonde su Twitter corredati dall'ormai solito "ci scusiamo per il disagio". La giornata, passionaria, di martedì è la seconda vissuta così in settimana e non è escluso che anche oggi e domani lo scenario sia simile. Oppure no. A deciderlo non sarà Atac ma le ditte che stanno lavorando sulle scale mobili. Una situazione in costante evoluzione. Per buona pace degli utenti che, sui social, sfogano la loro rabbia.

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