Cronaca

Nuovo progetto Metro C, i comitati: "Scambio perverso coi privati"

L'associazione d'imprese Astaldi-Vanini-Consorzio ha presentato il nuovo progetto per la tratta Colosseo-Farnesina. I comitati dichiarano: "manca trasparenza"

Oltre 2 milioni, 700 mila abitanti e 2 linee della metropolitana con una sola stazione di scambio. Dal lontano 1995, anno dei primi finanziamenti, i romani aspettano di poter finalmente usufruire di una terza linea che renda il servizio più efficiente, ma l’attesa sembra eterna quasi quanto la città, e tra modifiche progettuali, rilievi archeologici e costi in aumento, quella della Metro C è diventata una vera odissea. Dopo la notizia dello stop dei lavori a fine giugno per la tratta San Giovanni-Colosseo e la denuncia dei sindacati per i possibili licenziamenti del personale, le ultime riguardano le modifiche proposte per il tragitto Colosseo-Farnesina che, in caso di approvazione, verranno interamente realizzate col capitale privato dell' associazione d’imprese Astaldi-Vianini-Consorzio, che ha già in carico la gestione dell'intera linea. 

LA DENUNCIA Sulla carta l’arrivo dei finanziamenti privati, che, facendo fronte agli ingenti costi dell’opera fanno sperare in tempi di realizzazione accelerati, potrebbe essere una notizia positiva.  Ma lo scetticismo e le critiche annesse non tardano ad arrivare.

“Da quel che è dato sapere i costi dei lavori saranno del tutto coperti dal punto di vista finanziario grazie all'ingresso dei privati, che in cambio potrebbero ottenere cubature e la gestione dell'infrastruttura e di alcuni sponsor che potrebbero usare il loro logo in alcune stazioni in cambio di decine di milioni per ogni fermata interessata”. E’ l’inizio di una dichiarazione della Rete Romana di Mutuo Soccorso, insieme di comitati, associazioni e gruppi di cittadini, che dal basso lanciano l’allarme: “Esattamente come già avvenuto con il progetto di prolungamento della metro B1 siamo di fronte a un altro scambio perverso: finanziamento e costruzione delle nuove metropolitane in cambio dell'autorizzazione a costruire molti milioni di nuove cubature di edilizia privata residenziale nell'Agro Romano”. 
 
Un business che, secondo i comitati, ad altro non serve che “a creare nuovi e più drammatici disastri dei problemi che si vuole risolvere” e che “come sempre, prima con la giunta Veltroni oggi con quella di Alemanno” tradisce “uno svuotamento del potere di scelta del Consiglio Comunale, la delega delle scelte in campo progettuale e finanziario a Roma Metropolitane, l'assenza completa di trasparenza, la completa mancata attuazione dei processi di partecipazione pubblica imposti dalle leggi europee, nazionali e dagli stessi regolamenti comunali”.
 
IL NUOVO PROGETTO Al di là della legittimità o meno delle polemiche, il progetto esiste ed è sul tavolo di Roma Metropolitane. Circa 400 elaborati per descrivere il percorso che sarà di 7 chilometri con 7 fermate: Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro, Oslavia, Ottaviano, Auditorium e Farnesina. Se confrontato con il vecchio progetto le novità non sono poche: viene eliminata la stazione Risorgimento, giudicata non compatibile con la nuova struttura della fermata San Pietro, ma ne vengono introdotte due, Chiesa Nuova a Corso Vittorio e Oslavia a Prati sotto piazza Bainsizza, ed entrano in via definitiva Auditorium e Farnesina. 
 
L'ITER PREVISTO In qualità di soggetto aggiudicatore dell’opera, Roma Metropolitane, come scritto in una nota, “avvierà immediatamente l’analisi e la verifica dei circa 400 elaborati presentati” concentrandosi su un attento esame del piano economico finanziario, del “profilo trasportistico e urbanistico dell’opera e delle connesse valorizzazioni immobiliari e la salvaguardia del patrimonio storico-artistico”.  La valutazione da parte dell’azienda dovrebbe concludersi entro la fine del mese di luglio, dopodichè la palla passerà al primo cittadino e, in caso di approvazione, alla Regione Lazio, al Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti e, in ultima analisi, al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica).
 
Riportiamo di seguito l'elenco delle fermate con relativa ubicazione ripreso dal sito del Comune di Roma.
 
Stazione Venezia: sotto la piazza. Due uscite: a piazza Santi Apostoli (scambio con le linee bus verso via Nazionale-via IV Novembre e via del Plebiscito-corso Vittorio Emanuele) e a piazza Madonna di Loreto.
 
Stazione Chiesa Nuova: sotto l’omonima piazza, presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella e l’adiacente Oratorio dei Filippini.
 
Stazione San Pietro: a ovest di Castel Sant’Angelo, nei pressi di largo Giovanni XXIII – piazza Pia e Lungotevere Vaticano.
 
Stazione Oslavia: sotto piazza Bainsizza.
 
Stazione Ottaviano: lungo via Barletta (come da progetto originario), in corrispondenza dela stazione metro A.
 
Stazione Auditorium: negli spazi aperti intorno al Palazzetto dello Sport tra viale Pietro De Coubertin e viale Tiziano. A due gallerie separate (il vecchio progetto prevedeva la galleria unica).
 
Stazione Farnesina: sotto il deposito delle auto rimosse, nelle vicinanze del Ministero degli Esteri, del Foro Italico, dello stadio della Farnesina, della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione ecc. Previsti due accessi: fronte Ministero Esteri e su via Antonino da San Giuliano, lato Ponte Milvio. Anche in questo caso la stazione è a doppia galleria. Trattandosi del capolinea, il progetto prevede due nuovi parcheggi di scambio, più ampi delle attuali aree di sosta.
 
 
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