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Metro C, comitati uniti contro il progetto: "Stop a San Giovanni. Al suo posto il tram"

Lunedì in Campidoglio decine di associazioni e comitati hanno tenuto un convegno dal titolo "Metro C. Il pasticcio continua". Obiettivo: "Aprire una discussione pubblica sulla mobilità"

Fermare la tratta T3 della linea C della metropolitana, quella che da San Giovanni arriverà al Colosseo, e aprire la strada alle alternative. È lungo l'elenco di associazioni che questa mattina hanno tenuto nella sala del Carroccio in Campidoglio un convegno dal titolo eloquente. “Metro C – Il pasticcio continua”. Obbiettivo dunque opporsi alla realizzazione dell'infrastruttura nel cuore della Capitale ma anche delineare gli scenari possibili “per un programma d'intermodalità che raccordi l'opera fin qui realizzata con il sistema urbano e metropolitano complessivo nel rispetto dei luoghi ed in conformità al principio di sostenibilità sociale e compatibilità ambientale”.

Non si contano le associazioni che hanno contribuito a dare vita all'evento. Dal coordinamento C.A.L.M.A. (Coordinamento associazioni Lazio Mobilità Alternativa) a Carteinregola passando per Italia Nostra Roma e Salviamo il paesaggio. Decine i comitati cittadini presenti. Intento dell'iniziativa di oggi “aprire un confronto pubblico sulla mobilità romana e di area vasta, confronto che deve attivare un processo partecipato sia nella definizione delle priorità che nelle modalità di gestione” afferma Gaia Pallottino del Coordinamento Salviamo il paesaggio.

L'analisi delle necessità di trasporto “più alte nella fascia cittadina intermedia rispetto al centro” porta a smentire “il sistema radiocentrico su cui si basa il progetto delle metropolitane mentre Roma avrebbe bisogno di un sistema a rete” spiega Paolo Gelsomini di Progetto Celio. Se la città viene divisa in 5 anelli infatti “si può vedere come la metro C non soddisfa le esigenze dei pendolari e gli spostamenti delle fasce intermedie” senza considerare che “rispetto al progetto originario di oltre 42 chilometri la linea è ora ridimensionata a poco più di 25”.

Nel mirino dei comitati anche il patrimonio ambientale e i “rischi per i monumenti” esposti dall'archeologo Manlio Lilli. La linea della metro C infatti passa sotto al cuore della Roma archeologica e monumentale a partire dai contestatissimi lavori per la fermata al Colosseo. 

Dal punto di vista delle risorse continuare a realizzare la metro C, “per di più notevolmente ridimensionata rispetto al progetto iniziale” per il coordinamento di associazioni e comitati significa “assorbire tutte le risorse che invece potrebbero risolvere realmente i problemi della mobilità cittadina”. Un prospetto con i finanziamenti necessari chiarisce i motivi dell'opposizione: “L'intero percorso doveva costare 3,35 miliardi eppure fino ad oggi sono stati già spesi 2,8 miliardi”. Alternative meno costose e impattanti? “Con le stesse cifre sarebbe infatti possibile dotare la città e il suo hinterland di una rete su ferro in superficie adeguata alle trasformazioni che si sono verificate in questi anni" si legge nel documento conclusivo.

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