Metro C, cantieri chiusi. Le imprese minacciano: "Dichiareremo il fallimento"

Si è concretizzato lo stop ai cantieri Metro C. Dopo una settimana di frenetiche trattative, nessun cambio di posizione da parte del Consorzio Metro C. Le imprese: "Valutiamo la protesta estrema, portare tutti i libri contabili in Tribunale"

Tacciono, da oggi, i cantieri Metro 'C'. La sospensione dei lavori, annunciata dal Consorzio e fino ad oggi considerata una minaccia scongiurabile, è ormai esecutiva da mezzogiorno. Nessun operaio, nessun macchinario, tutto immobile e incompleto. Solo ieri mattina, il Sindaco Marino aveva dichiarato con serenità: “Credo che tutto si risolverà e che entro oggi riusciremo a scongiurare la chiusura dei cantieri”. Ma è già domani, e, da parte del Contraente Generale, nessun retro-front. Intanto le imprese valutano l'ipotesi di un gesto estremo: dichiarare tutte insieme il fallimento.

LA DISPERAZIONE DEI LAVORATORI - Se ai piani alti il tavolo delle trattative procede frenetico, tra incontri e contatti più o meno formali, è dal basso che si avverte davvero la tensione. Questa mattina si è riunito il Comitato Imprese Affidatarie Lavori Metro C. Sono disperati gli oltre duecento piccoli imprenditori coinvolti nella realizzazione dei lavori per la nuova linea metropolitana: “L'impossibilità di lavorare ci ha obbligati a licenziare gli operai". Da mezzogiorno 3mila operai finiranno in cassa integrazione. Partiranno per le ferie, e al ritorno non sanno cosa ci sarà ad attenderli. “Dopo le parole di ieri del sindaco Marino ci aspettavamo una buona notizia ma niente - dichiarano alcuni lavoratori, mentre si accingono a sbarrare i cantieri, -  qui siamo nel pieno della disperazione”.

230 MILIONI PER RIAPRIRE I CANTIERI - Pomo della discordia, quei 230 milioni che la società appaltatrice attende ormai dal 2011. Un finanziamento in realtà pronto per essere erogato, non fosse per un piccolo dettaglio: la mancata firma di Roma Metropolitane, indispensabile per la chiusura della transazione. Una firma che tarda ad arrivare e che il Consorzio non intende più aspettare. Finché i fondi, destinati alla tratta San Giovanni-Colosseo, non verranno sbloccati, i cantieri resteranno chiusi. Metro C non è più disposta ad andare avanti come è stato in questi ultimi due anni, in cui le imprese si sono autofinanziate in attesa che questi soldi venissero finalmente stanziati.

RICHIESTA DI SPIEGAZIONI - I lavoratori pretendono spiegazioni dall'Amministrazione Capitolina: “Non si comprende perché il sindaco Marino e l'assessore abbiano rimesso in discussione quanto disposto dal Ministero (delibera CIPE) e giunta precedente, con l'estrema conseguenza della chiusura dei cantieri”. E domanda di motivare questo stallo anche il Vice Presidente del Senato, che proprio ieri ha posto un'interrogazione parlamentare al Ministero delle Infrastrutture.

LA PRESSIONE DELLE BANCHE - Intanto oggi è iniziata la vera odissea per imprese e lavoratori.  Da un lato, gli operai rimasti senza lavoro. Dall'altro, i piccoli imprenditori pressati dalle banche: “Ci chiedono il rientro dei fidi”, spiega il Comitato. Inoltre al momento è impossibile “anticipare le fatture dei lavori eseguiti a Metro C nel mese di luglio, creando ulteriore crisi finanziaria e costringendoci a non poter onorare le prossime scadenze”.

PROTESTA ESTREMA - Le imprese però non si scoraggiano e optano anch'esse per la linea dura: “Chiediamo a tutti di sostenerci inviando una cartolina di protesta al Sindaco”. Non solo. Le aziende aderenti al Comitato stanno valutando l'ipotesi di “una protesta estrema: portare tutti insieme i libri contabili in Tribunale”. Insomma. Duecento imprese pronte a dichiarare il fallimento.

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IN ATTESA - La situazione è sempre più critica e dal Consorzio Metro C non arriva alcuna smentita dell'ultim'ora. Ieri pomeriggio alle 17, tutti i dipendenti sono stati convocati dalle rispettive imprese per le lettere di cassa integrazione. Se fino ad oggi si è attesa una proroga della sospensione dei lavori al 30 settembre, oggi si spera in una sospensione della sospensione.

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