Metro B1, sui guasti e ritardi possibile indagine della magistratura

I magistrati stanno valutando l'apertura di un fascicolo sui continui disagi e malfunzionamenti. Non si esclude l'acquisizione del dossier redatto da Atac

La nuova linea B1 della metropolitana, oltre al nuovo servizio di trasporto per i passeggeri delle zone servite, sta regalando molto altro ancora, soprattutto in termini di sorprese: l'inauguarazione al sorgere del sole, il guasto a 24 ore dall'apertura, il blocco per un dipendente in ferie, la commissione di inchiesta e ora anche una possibile indagine della magistratura.

Già perché sui problemi della metro B1 ci si vuole veder chiaro, gli interlocutori interessati infatti non sono pochi e hanno tutti un peso fondamentale nella vita capitolina: il comune, innanzitutto, Atac quindi e ultimo, ma decisamente non meno importante, il popolo di tutti gli utenti della metropolitana. A questi aggiungiamoci un eventuale intervento della magistratura per agitare il calderone e animare ancora l'estate bollente del trasporto pubblico romano.

I magistrati, infatti, stanno valutando l'apertura di un fascicolo sui continui disagi e malfunzionamenti che hanno, purtroppo, caratterizzato la nuova tratta. Non è escluso che i pm chiedano l'acquisizione del dossier Atac voluto dal sindaco Gianni Alemanno, in cui vengono evidenziate alcune criticità dell'infrastrutture.
Al momento però a piazzale Clodio non sono ancora arrivati esposti o denunce sui numerosi casi di interruzione del servizio legati anche a turni di straordinario dei macchinisti saltati improvvisamente.

Inoltre, ieri sono fuoriuscite alcune anticipazioni sul dossier che Atac ha preparato e, in questo, non si fanno sconti all'amministrazione comunale sui problemi del servizio, sulle logiche dei tempi d'apertura e anzi, l'azienda presenta un conto piuttosto salato sulle spese di quasi 4 milioni di euro.
In serata, però, Atac si è affrettata a precisare che "sulla linea B1 non sono stati rilevati problemi tecnici tali da suggerire il rinvio dell'apertura al pubblico". L'ultimo episodio risale a giovedì scorso, quando i treni rimasero fermi per più di un'ora a causa dell'assenza di un operatore degli scambi che, a detta dell'Atac, aveva preso ferie non concordate con l'azienda e per questo era stato sospeso. All'origine dello stop, però, non ci sarebbe stato solo un "errore" umano ma anche uno tecnico, vale a dire un malfunzionamento di un software addetto all'apertura dei deviatoi sulla linea ferrata. Ma quello di giovedì è stato solo l'ennesimo episodio di malfunzionamento della nuova linea, quella che collega piazza Bologna a piazza Conca d'Oro.

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