Picchiò Chiara e la ridusse in fin di vita: "Era incapace di intendere e volere"

Questa la tesi della difesa di Maurizio Falcioni che ha presentato a tal fine una relazione medico-psichiatrica di parte. Il giudice Ebner ha disposto una perizia d'ufficio. Il 21 ottobre sarà affidato l'incarico

I manifestanti per Chiara e contro la violenza sulle donne fuori da piazzale Clodio

Maurizio Falcioni avrebbe picchiato la sua fidanzata Chiara Insidioso Monda in stato d'alterazione, amplificato dall'abuso di droga e alcol. Un abuso che non avrebbe fatto altro che peggiorare "una struttura di personalità fragile, già minata dalle condizioni sociali ed economiche precarie". Questa la tesi sostenuta ieri in aula dall'avvocato difensore di Maurizio Falcioni, il muratore 35enne accusato di aver picchiato fino a ridurla in coma la sua fidanzata Chiara Insidioso Monda. Una tesi con la quale il legale ha supportato la richiesta di rito abbreviato condizionato.

Il Gup Giacomo Ebner, ha rinviato l'udienza, stabilendo che sarà una perizia psichiatrica d'ufficio a stabilire lo stato di salute mentale di Falcioni. In particolare la perizia dovrà fornire risposte sulle facoltà mentali del muratore, sulla sua capacità di affrontare il processo e sulla sua pericolosità sociale. Il 35enne, nel caso in cui la perizia accerti la sua "incapacità di intendere e volere" , sarà dichiarato non imputabile, quindi uscirà dal carcere.
 
Falcioni è accusato di tentato omicidio e maltrattamenti. Il processo con il rito abbreviato comporterà comunque una riduzione della pena di un terzo.

Ieri mattina, davanti a piazzale Clodio, si sono date appuntamento una cinquantina di persone per manifestare la propria vicinanza a Chiara. Il gruppo, formato da parenti, amici e attivisti dell'associazione "Hands Off Women", si è riunito in attesa di conoscere gli esiti dell'udienza preliminare presieduta dal gup Giacomo Ebner. "E' stata una grande dimostrazione d'affetto, l'ennesima", ha dichiarato Maurizio Insidioso Monda, padre di Chiara presente all'udienza. "Ho grande fiducia nell'operato dei giudici e spero che venga fatta giustizia per quanto è stato fatto a mia figlia. Sono qui perché ho voluto guardare in faccia chi ha ridotto così Chiara, spero che non riesca a farla franca con cavilli giuridici. Per noi ieri è stata una giornata emotivamente pesante - ha proseguito il padre della donna".

L'avvocato della famiglia Insidioso, Massimiliano Santaiti, nel commentare la decisione del giudice in merito alla richiesta di una perizia psichiatrica, spiega: "Ce lo aspettavamo, anche perché è l’unica difesa possibile in casi come quello che ci occupa, ed il giudice prima di ogni decisione deve esser certo che la persona che sta giudicando sia in grado di stare in giudizio, era capace di intendere e volere al momento della commissione del delitto, oltre che, naturalmente, se è pericolosa socialmente. Nessuno può essere imputabile se al momento del reato non era in grado di intendere o di volere, ma l'incapacità non esclude l'imputabilità quando è dovuta a colpa del soggetto (ad es. un ubriaco che pur non essendo in grado di intendere e di volere maltratta una persona è imputabile). Il pallino passa così in mano al perito nominato dal giudice, nel senso che dalle sue conclusioni dipenderà la natura del provvedimento che il giudice emetterà. Ad ogni buon conto, tutto ciò avvalora la nostra convinzione che Chiara avrà giustizia solo quando anche chi è concorso con il Maurizio Falcioni nel reato verrà processato e condannato”.     

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