Cronaca

Uccisa e fatta a pezzi: convalidato l'arresto di Maurizio Diotallevi

Il provvedimento è giunto al termine dell'interrogatorio di convalida svolto nel carcere di Regina Coeli

Maurizio Diotallevi resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari, Anna Maria Fattori, ha infatti convalidato il fermo e contestualmente emesso un'ordinanza di custodia in carcere. Il 62enne è reo confesso confesso dell'omicidio di sua sorella Nicoletta Diotallevi. Il provvedimento è giunto al termine dell'interrogatorio di convalida svolto nel carcere di Regina Coeli. L'arrestato, difeso dall'avvocato Gaetano Scalise, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla parentela con la vittima e occultamento di cadavere.

Cadavere fatto a pezzi

Nicoletta Diotallevi, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata uccisa tra il 14 e il 15 agosto. Dopo averla soffocata Maurizio l'ha fatta a pezzi, gettando i suoi resti in tre diversi cassonetti. Ad incastrare l'uomo il mancato ritiro dei rifiuti e il rovistaggio di una ragazza rom, che a Ferragosto, poco prima delle 20, ha ritrovato due gambe, dando il via a quella che è stato un giallo risolto in meno di 24 ore. Schiaccianti infatti le prove a carico di Maurizio Diotallevi, costretto a confessare il delitto già nella notte tra il 15 e il 16 agosto. 

Liti familiari alla base del delitto 

A scatenare la furia dell'uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata l'ennesima lite per motivi economici. I due fratelli vivevano insieme in un appartamento nel quartiere Flaminio, a pochi metri di distanza dal cassonetto in cui la polizia ha rinvenuto la testa e il tronco della donna. Si erano riuniti anni fa dopo la morte della mamma e abitavano in Via Guido Reni al civico 22b. 

"Erano due mesi che stavo pensando di ucciderla ma il mio è stato un raptus, mi umiliava in continuazione", avrebbe detto l'uomo nell'interrogatorio culminato nella confessione choc. Nel corso del primo interrogatorio con polizia e magistrati, l'uomo ha fornito una versione "lucida" di quanto avvenuta nella casa di via Guido Reni il 14 agosto scorso. L'omicida avrebbe prima strangolato la sorella e poi utilizzato un'ascia o una sega per sezionare il cadavere e inserirlo in alcuni sacchi della spazzatura. 

L'avvocato di Maurizio Diotallevi

Intervistato da vari organi di stampa, l'avvocato del "macellaio" del Flaminio ha spiegato di "escludere motivazioni economiche. Tutto nasce nell'ambito di un difficile rapporto familiare tra lui e la sorella. Escludo anche la premeditazione". "Provato e preoccupato come può essere un incensurato che mette in atto un gesto simile", ha raccontato l'avvocato Scalise alla vigilia dell'udienza di convalida del fermo. L'appartamento nel quartiere Flaminio a Roma, dove Nicoletta Diotallevi è stata massacrata, è stato posto sotto sequestro.

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