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Cronaca

È morto Maurizio Costanzo

Il giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e sceneggiatore italiano aveva 84 anni

È morto oggi a Roma Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore tv, autore, sceneggiatore. Aveva 84 anni. Lo ha comunicato nella mattinata di venerdì 24 febbraio il suo ufficio stampa. Era malato e ricoverato alla clinica Paideia. Roma, la "sua" città, lo omaggerà con una camera ardente allestita domani e domenica alle 10.30 in Campidoglio. La chiusura è prevista domenica alle 18.

Nato a Roma il 28 agosto 1938, Costanzo ha firmato decine di programmi radiofonici e televisivi e di commedie teatrali. Costanzo ha raggiunto la grande popolarità nel 1976, conducendo in Rai il talk-show Bontà loro. Più tardi il suo nome è legato soprattutto al Maurizio Costanzo show, in onda dal 1982. Tra i suoi programmi più noti, anche Buona domenica. Dal 1995 era sposato con Maria De Filippi. Scampò anche a un attentato di Cosa Nostra. Di recente aveva collaborato con l'As Roma, squadra di cui è sempre stato tifosissimo.

La carriera di Maurizio Costanzo

Un personaggio a tutto tondo, che ha inciso sul giornalismo romano e italiano. Ha intrapreso la carriera da giornalista, appunto, nel 1956, a soli diciotto anni, come cronista nel quotidiano romano Paese Sera. Nel 1957 era entrato nella redazione del Corriere Mercantile di Genova. A 22 anni la collaborazione con TV Sorrisi e Canzoni e pochi anni più tardi, nel 1960, il ruolo da caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia. Poi il rapporto di lavoro con Luciano Rispoli, allora caposervizio del varietà a Radio Rai

Eclettico, nel 1966 è stato coautore del testo della canzone Se telefonando, scritto insieme con Ghigo De Chiara, con musica di Ennio Morricone e portata al successo da Mina. Poi anche co-ideatore del personaggio Fracchia.

A partire dalla metà degli anni settanta è quindi diventato ideatore e conduttore di numerosi spettacoli televisivi improntati a un genere allora agli albori, quello del talk-show: Bontà loro, considerato a buon diritto il secondo esempio di talk-show nella storia della televisione italiana dopo L'Ospite delle 2 di Luciano Rispoli del 1975. Poi altri simili con esperienze lo portano a realizzare il suo spettacolo televisivo più famoso, celebrato e longevo, il Maurizio Costanzo Show (in onda dal 1982, sia pure con alcune interruzioni), talk show, registrato al Teatro Parioli di Roma, di cui Costanzo è diventato anche direttore artistico dal 1988 al 2011. Ha scritto anche numerosi libri.

La pagine del corriere della sera su Costanzo

La P2 e l'amicizia con Falcone 

Nel 1979 Costanzo prese la direzione del quotidiano popolare 'L'Occhio' dal quale si dimise nell'81 dopo esser stato coinvolto nello scandalo della Loggia P2: il giornalista figura fra la lista degli iscritti. "Un errore, un grosso errore - lo ha definito anni dopo in un'intervista al Corriere della Sera - ma gli errori fanno bene e fanno crescere. Non credo a chi dice di non averne mai fatti, che fesseria Pero' c'e' anche chi, di grossi errori, ne fa due o tre. Io uno: e lo ammetto". 

Legato da un rapporto di stima e di amicizia col giudice Giovanni Falcone, ospite alle sue trasmissioni, Costanzo è sempre stato in prima linea nella lotta alla mafia. In seguito all'omicidio di Libero Grassi, appena un mese dopo, realizza con Michele Santoro una maratona Rai-Fininvest contro la mafia. Memorabile la scena in cui Costanzo bruciò in diretta una maglietta con scritto "Mafia made in Italy". Proprio questo suo impegno sembra essere la causa di un attentato: il 14 maggio 1993 una Fiat Uno imbottita di novanta chilogrammi di tritolo esplode a Roma in via Ruggero Fauro mentre transita un'auto con a bordo Costanzo e la moglie Maria De Filippi che restano incolumi.

La vita privata e i 4 matrimoni 

Costanzo si è sposato quattro volte: nel 1963 le prima nozze con Lori Sammartini, di quattordici anni più grande di lui. Dieci anni dopo è già al secondo matrimonio con la giornalista Flaminia Morandi e nello stesso anno nasce Camilla seguita nel 1975 da Saverio. Quattordici anni più tardi sposa la conduttrice televisiva Marta Flavi e infine il 28 agosto 1995 si unisce in matrimonio con Maria De Filippi, conosciuta nel 1989 durante un convegno sulla pirateria cinematografica a Venezia. Nel 2002 la coppia prende in affido un bambino di 10 anni, Gabriele, poi definitivamente adottato nel 2004. Costanzo era nonno di quattro nipoti.

Il cordoglio della politica

Immediati i comunicati di cordoglio. Tanti dal mondo della politica. La presidente del consiglio Giorgia Meloni, lo ha ricordato come una "icona del giornalismo e della tv, che ha saputo raccontare anni difficili con coraggio e professionalità". Poi ancora: "Grazie per aver portato nelle case degli italiani cultura, simpatia e gentilezza. Un pensiero a sua moglie Maria e ai suoi cari. Buon viaggio".

"Con la morte di Maurizio Costanzo ci lascia un grande comunicatore che ha saputo, nel corso della sua lunga carriera, conquistare il pubblico grazie alla sua innata capacità di saper raccontare storie e creare empatia con il pubblico. Con la sua voce inconfondibile e il suo stile sempre elegante e ironico, Costanzo ha dato vita a trasmissioni esempio di libertà e che hanno segnato la storia della televisione italiana, come quando ospitò Giovanni Falcone. Ai suoi cari va la nostra vicinanza", si legge in una nota degli esponenti del Movimento 5 stelle in commissione cultura alla Camera e al Senato.

"Sono scioccato per la morte di Maurizio Costanzo". E' la prima reazione di Francesco Rutelli alla scomparsa del popolare giornalista e conduttore tv. "Ci siamo incontrati ancora poche settimane fa, con nuove idee e progetti", ricorda il presidente dell'Anica ed ex sindaco di Roma, che sposò Maurizio Costanzo e Maria De Filippi in Campidoglio.

"Maurizio è stato un amico di famiglia per me e per Barbara (Palombelli; ndr) e ci ha dato quasi l'idea di essere immortale; ci siamo scambiati consigli preziosi; il suo matrimonio con Maria ha sancito una nuova fase creativa e affettiva della sua vita. La vita di un grande 'raccontatore' ed esploratore della nostra Italia; di un uomo coerente dalle battaglie per i diritti civili alla sfida a viso aperto alle mafie, che hanno fallito nel proposito di ucciderlo.
Maurizio mi mancherai e non smetterò di ricordarti".
 

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