Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Caso Massimo Di Cataldo, archiviata l'inchiesta per procurato aborto

Lo ha deciso il gip del Tribunale di Roma chiudendo l'inchiesta a carico del cantante romano. Tutto era partito da una denuncia della compagna su Facebook

Massimo Di Cataldo non è responsabile dell'aborto subito dalla sua ex compagna Anna Laura Millacci. Lo ha stabilito il gip del Tribunale di Roma, Elvira Tamburelli, che ha accolto la richiesta del pm Eugenio Albamonte archiviando l'inchiesta che vedeva coinvolto il cantautore romano, dopo che l'ex compagna lo aveva accusato di averla picchiata fino a procurarle un'interruzione involontaria di gravidanza. Resta ancora da valutare l'altra accusa a carico di Di Cataldo, ossia quella per maltrattamenti.

"Sono molto sollevato dall’archiviazione di questa indagine" ha commentato il cantante. "E' stato appurato che io non ho responsabilità sull’accaduto. Ma non dimentico che si tratta comunque di una vita interrotta e ricordarlo mi fa ancora male. Per quanto riguarda il resto, continuo a essere fiducioso in quanto la mia coscienza è pulita”.

Nel luglio 2013 Anna Laura Millacci aveva denunciato pubblicamente su Facebook l'ex compagno, postando alcune immagini del suo volto tumefatto per le percosse subito e quella di un feto abortito, sostenendo che il responsabile fosse proprio Di Cataldo. Nel gennaio 2014 una perizia medica evidenziò che non c'erano tracce di lesioni o procurato aborto.

“Questo provvedimento" dichiara l’avvocato dell’indagato, Daniele Bocciolini "è la prova che il mio assistito, il quale ha sempre proclamato la propria innocenza, ha detto la verità. In questo Paese deve finire una volta per tutte l’insana abitudine di sbattere il ‘mostro’ in prima pagina, senza un minimo di riscontro”. (Leggi su Today.it)

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