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Cronaca

Martina uccisa con "premeditazione" e per "motivi di gelosia"

Secondo gli investigatori Costantino Bonaiuti si è presentato a cena con la ex con l'intenzione di ucciderla. Avrebbe agito "per motivi abietti e futili rappresentati dalla gelosia"

Un omicidio "premeditato", compiuto per "futili motivi" tra cui la "gelosia". Un colpo "sparato da distanza ravvicinata, dopo aver mirato al torace". Secondo la procura di Roma e la polizia di Stato, Costantino Bonaiuti ha premuto il grilletto della sua pistola calibro 45 proprio per uccidere Martina Scialdone. Ossia quando la giovane avvocata di 35 anni si trovava a pochi metri da lui, in viale Amelia, poco distante dal ristorante Brado dove avevano trascorso la serata insieme.

Tra le accuse mosse dai pm di piazzale Clodio, oltre all'omicidio volontario aggravato, quindi anche i motivi "abietti e futili" e di avere agito contro una persona a cui l'uomo era legato sentimentalmente. La procura ha così ricostruito il femminicidio consumato a Roma e ora contesta anche il reato di premeditazione all'uomo che è stato arrestato dalla polizia e nelle prossime ore si sottoporrà all'interrogatorio di convalida. Bonaiuti, grazie alla sua licenza sul porto d'armi per uso sportivo, secondo la ricostruzione è entrato nel locale con la pistola in tasca. Era già armato. Ecco perché la premeditazione.

Un punto, quello del possesso delle armi, sul quale in molti chiedono di riflettere, a partire dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Forse, dice, "dovremmo fare una riflessione sulla necessità di limitare il possesso delle armi, riducendone il numero in circolazione, per aumentare la sicurezza di tutti". 

La lite nel ristorante

Da chiarire ora c'è la lite avvenuta nel locale che ha portato Martina Scialdone a cercare nel bagno del locale un riparo temporaneo. Forse l'avvocata aveva tentato di lanciare segnali perché sapeva di essere in grave pericolo. Saranno le indagini a chiarirlo, ma per chi ora riflette su quanto accaduto, già quelle parole urlate ad alta voce potevano essere un campanello d'allarme. E per questo in tanti in queste ore sui social hanno puntato il dito sia contro i clienti sia, soprattutto, verso i dipendenti e i titolari del ristorante, rimasto oggi chiuso per esprimere la massima vicinanza ai familiari e agli amici della vittima.

Ma staff e camerieri smentiscono e anzi si difendono. A chiarire diversi dubbi, anche sull'atteggiamento di clienti, titolari e dipendenti del ristorante, sarà l'esame delle immagini delle telecamere interne ed esterne al locale, che gli investigatori stanno vagliando per chiarire il quadro della vicenda.

Martina Scialdone, l'avvocata delle donne uccisa anche dall'indifferenza

Una legge nuova

Anche il fronte della politica, scosso, tenta di reagire alla vicenda. La prossima settimana la commissione affari sociali della camera è chiamata a iniziare l'esame della proposta di legge che istituisce una commissione bicamerale d'inchiesta sul femminicidio e ogni altra forma di violenza di genere (già approvata dal Senato) e Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della Commissione, annuncia che il suo partito "ha chiesto nell'ultima Conferenza dei capigruppo della Camera la calendarizzazione della proposta di legge".

"È necessario - aggiunge - un attento monitoraggio di un fenomeno perverso e diffuso, difficile da combattere, come dimostra l'ultimo dramma avvenuto a Roma. L'avvocata Martina Scialdone pur avendo strumenti culturali, professionalità ed esperienza specifica, è stata uccisa da un uomo di cui temeva le intenzioni e in possesso di un'arma. La Commissione sarà uno strumento di grande importanza anche per valutare nuove misure di contrasto". 

Una fiaccolata in suo onore
 

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