Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Scontri, Maroni: "Tra i partecipanti anche Fedayn della Roma e Rash"

Il ministro Roberto Maroni, nell'informativa al Senato, traccia le caratteristiche dei "responsabili" degli scontri del 15 ottobre. Loro rispondono sul web: "Non ci piacciono i salotti dei partiti. Veniamo dai quartieri simbolo della lotta partigiana"

Le parole del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso dell'informativa al Senato sugli scontri del 15 ottobre rischiano di accendere la miccia delle polemiche che difficilmente si spegnerà. Secondo Maroni, chi ha partecipato attivamente agli scontri di sabato scorso, appartiene a realtà diverse ma hanno un unico nemico: lo Stato capitalista e imperialista. Maroni parla di anarchici che abbandonano la casa madre assumendo comportamenti "eversivi ed improntati alla violenza", skinheads antifascisti che si richiamano anche nella simbologia a quegli "Arditi del Popolo" che vent'anni prima della Resistenza iniziarono a contrastare lo squadrismo fascista, autonomi e marxisti-leninisti che "non si sottraggono allo scontro" con le Forze dell'ordine, come i loro predecessori dell'Autonomia Operaia negli anni settanta. Nell'informativa, il titolare degli Interni parla di un "autunno caldo" in arrivo e ne indica alcuni dei protagonisti: un gruppo di sigle, non più di dieci, sparse tra Torino, Milano, Roma, Napoli, Livorno, Firenze, Padova, e qualche migliaio di persone che "ha individuato nelle proteste No Tav il laboratorio ideale dove sperimentare pratiche di guerriglia". Sono loro, secondo l'intelligence, i protagonisti del "terrorismo urbano" per le strade di Roma e sono loro che vanno monitorati per evitare il ripetersi di scontri. I gruppi, secondo il ministro, hanno caratteristiche comuni.

LE CATATTERISTICHE DEI GRUPPI: La componente anarchica, dice Maroni, "è caratterizzata dallo spontaneismo" ed opera "attraverso gruppi informali" che si muovono come "unità autonome". Gruppi cresciuti "in pericolosità", che hanno portato la "teoria insurrezionale nelle grandi manifestazioni di piazza". Qui arrivano alla spicciolata, con mezzi propri e spesso senza armi, che trovano lungo il percorso. L'altra componente dei "neri" sabato in piazza, secondo la nostra intelligence, era composta dal gruppo Rash, che sta per Red and Anarchist Skin Heads e ha la sede in via dei Volsci, nel quartiere San Lorenzo a Roma. Secondo il ministro tra le loro fila ci sono diversi appartenenti ai Fedayn della Roma, uno dei più antichi gruppi ultras italiani.

LA REAZIONE ALLE PAROLE DI MARONI: Immediata la reazione di alcuni di questi gruppi che affidano al web il loro sfogo per le parole di Maroni. "Siamo ragazzi, uomini, donne - scrivono -. Veniamo dalle grandi periferie romane: dai quartieri-simbolo della lotta partigiana contro l'invasore nazi fascista, dai quartieri-ghetto dei giovani nati nel posto sbagliato al momento sbagliato. I salotti e le poltrone dei partiti non ci piacciono: facciamo politica di strada. Per la strada". Secondo il ministro "hanno certamente partecipato alle violenze". Loro non negano di esserci stati, e criticano una componente dei manifestanti: gli "indignati di partito con le loro immancabili bandiere arcobaleno" ma anche gli "atti di teppismo puerile" e i "gesti irrazionali da frustrati".

Poi ci sono gli antagonisti più duri. Quelli del Laboratorio "Acrobax" di Roma, di Askatasuna di Torino, protagonisti delle lotte No Tav, del Gramigna di Padova, dei Carc di Latina, Livorno e Napoli, del Camillo Cienfuegos di Firenze. Tutta gente che, dicono i servizi, "ritiene strumentale ai propri fini offrire sostegno sul campo ai gruppi anarchici, concorrendo fattivamente agli incidenti". Anche loro, sui siti di riferimento, non negano di essere stati a piazza San Giovanni. Ma arrivano a ben altre conclusioni. "Sabato è stata una giornata di lotta straordinaria - è l'editoriale 'Roma Burning' pubblicato da Infoaut - altro che black bloc! In piazza a resistere alle cariche c'era l' 'indignazione' italiana, c'era l'espressione del movimento globale in lotta per il cambiamento". E ora la "contrapposizione e il conflitto sociale vanno saputi accumulare e far crescere". (Fonte Ansa)








 

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