Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Carabiniere ucciso, è il giorno dell'addio a Mario: l'Italia piange ma i punti oscuri restano

Oggi i funerali di Mario Cerciello Rega. Nel frattempo il gip ha convalidato il fermo di Elder Lee e Natale Hjorth e i Carabienieri continuano le indagini

FOTO ANSA/ANGELO CARCONI - CLAUDIO PERI

È il giorno del cordoglio: Roma e l'Italia sono in lutto per Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso da Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, colpito da undici coltellate, come emerso dall'autopsia, in zona Prati. Oggi si svolgeranno i funerali a Somma Vesuviana mentre ieri, in piazza del Monte di Pietà, in tanti si sono radunati per rendere omaggio al militare.

Roma in lutto per Mario Cerciello Rega

Durante la camera ardente la bara è stata avvolta in una bandiera tricolore, sopra è stata posta una sua foto in divisa e un cero. Rosa Maria, la moglie, ha vegliato tutto il tempo il feretro. A contornare il tutto decine di fiori depositati nella chiostrina della cappella con una grande corona di rose rosse recapitata dai commercianti di via dell'Anima, la strada dietro piazza Navona non lontana dalla stazione di piazza Farnese, dove il carabiniere prestava servizio.

Del resto il militare era molto amato dagli esercenti e dai residenti del suo territorio di competenza per questo Rega era definito l"Angelo di Campo de' Fiori'. 

Oltre settemila persone hanno reso omaggio al carabiniere formando una lunghissima fila che si è snodata per tutto il pomeriggio lungo via dei Giubbonari fino raggiungere quasi piazza Cairoli. Il grande affetto dei romani ha fatto slittare la chiusura di mezz'ora, alle 21. 

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Carabiniere ucciso: individuato il pusher

Nel frattempo le indagini vanno avanti nonostante che il gip abbia convalidato il fermo di Elder Lee e Natale Hjorth. Domenica è stato identificato l'uomo che la sera del 25 luglio scorso avrebbe venduto l'aspirina al posto della cocaina ai due americani.

E' un italiano di circa 40 anni la cui posizione resta ora al vaglio dell'autorità giudiziaria: i carabinieri del nucleo Investigativo di via in Selci non lo hanno infatti denunciato perché già noto alle forze dell'ordine per stupefacenti e non aveva con sé la droga al momento del controllo. 

Ancora da accertare, invece, la posizione di Sergio B., al momento considerato semplicemente vittima del furto dello zaino. Il doppio audio della sua telefonata con le forze dell'ordine era stato diffuso ieri dall'Arma.

L'audio della telefonata 

È la notte tra il 25 e il 26 luglio quando alla centrale operativa dei carabinieri Sergio B. denuncia il furto del proprio zaino appena subito da Elder Lee e Natale Hjorth chiamando dal cellulare di un passante. 

In un primo audio segnala il tentativo di riscatto da parte dei due. "Mi hanno rubato la borsa, sto a piazza Gioacchino Belli, però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto dei soldi. Se potete venire vi do il numero, se loro mi rispondono perché mi sono anche scappati, gli sono corso appresso con bicicletta".

In un secondo audio il militare si mette in contatto con il numero di cellulare che ha chiamato il 112 per avere chiarimenti sull'intervento e sulle modalità con le quali eventualmente procedere. Risponde il ragazzo che gli ha prestato il cellulare, poco lontano da piazza Gioacchino Belli dove Sergio B. sta aspettando la pattuglia.

"Le mando una pattuglia", dice l'operatore. "No, no – assicura Sergio B. – così riprovo a chiamarli, vediamo se li rintracciamo". "Intanto le mando la pattuglia lì poi parla direttamente con i colleghi" chiude il militare. Da lì poi il fatto è noto, con la tragedia e molla morte di Mario Cerciello Rega.

I punti da chiarire sulla morte di Mario Cerciello Rega

Alcuni lati da chiarire, tuttavia, restano. Il primo verte proprio sul ruolo di Sergio B.. Stando alle informazioni non si tratta di un pusher, ma comunque di una persona che conosce quel mondo, probabilmente una fonte e per questo, forse, Cerciello Rega e il suo collega sono intervenuti in borghese per "tutelarlo" dal furto subito.

Altro elemento poco chiaro è la presunta presenza di pattuglie in appoggio che non sono riuscite a intervenire in tempo quando la situazione è precipitata. Inoltre né il carabiniere colpito a morte né il collega hanno utilizzato l'arma di servizio per difendersi o mettere in fuga i due aggressori.

E poi c'è il giro di notizie false diffuse da canali vicini alle forze dell'ordine. Marocchini, albanesi, perfino libanesi con cittadinanza americana. La stessa nota di ricerca diffusa alle pattuglie dei carabinieri e alle volanti della polizia, d'altronde, parlava di due magrebini. Perché?

Si tratta di uno dei punti più delicati, data la polemica politica scaturita. Gli attimi di confusione, immediatamente successivi alla morte del militare, sulla nazionalità dei due uomini coinvolti nell'omicidio ha la spiegazione sia nella ricostruzione del secondo carabiniere, Andrea Varriale, sia e soprattutto nella testimonianza di Sergio B. che hanno scambiato i due giovani americani per due magrebini.

Ma Elder Lee e Natale Hjorth avevano capito cosa stesse accadendo? Secondo la Procura sì "perché i carabinieri si sono qualificati all'atto dell'intervento (e intesi da Hjorth che parla italiano)".

"Non avevano alcun motivo per non procedere con le consuete formalità e nessuno dei due ha neppure tentato di estrarre un'arma. La reazione di Finnegan Lee Elder è del tutto spropositata e per la particolare violenza risulta arduo pensare che Natale non si sia reso conto di quanto stava accadendo", ritengono gli inquirenti nel provvedimento di fermo emesso. Resta da capire però se i superiori dei due militari erano a conoscenza dell'operazione.

Chi era Mario Cerciello Rega

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Prati è sotto choc: le voci del quartiere

La foto dell'americano bendato 

La questione resta delicata anche perché la foto di Natale Hjorth bendato scattata da un militare e diffusa sui social rischia di essere un boomerang.

"Quell'immagine mi ha fatto davvero un brutto effetto. Abbiamo provato ad andare in carcere per parlare con il mio assistito ma non è stato possibile: voglio capire cosa sia successo e se anche lui è stato bendato e legato", ha detto l'avvocato Francesco Codini, legale di Finnegan Lee Elder, il ragazzo che materialmente ha inferto le undici coltellate rivelatesi mortali.

Insinuazioni, però, respinte dalla Procura: "Ai fini dell'accertamento delle responsabilità disciplinari derivanti dall'uso di mezzi di costrizione su persona in stato di custodia e dalla diffusione di una fotografia della persona in manette, la procura generale ha avviato indagini disciplinari. Le informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Roma circa le modalità con le quali è stato condotto l'interrogatorio consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede", scrive in una nota il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi.

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"Gli indagati sono stati presentati all'interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette - aggiunge Salvi - All'interrogatorio è stato presente un difensore. L'interrogatorio è stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti. Le indagini proseguono per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l'indagato e abbia ritenuto di tenere l'indagato in manette; si accerteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza". 

Il carabiniere che ha scattato la foto di Natale Hjorth bendato, nel frattempo, è stato immediatamente spostato ad un reparto non operativo mentre i media Usa parlano di una immagine scioccante e già qualcuno azzarda paragoni con il caso Amanda Knox.


 

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