Tor Sapienza, Marino dal Questore: "Territorio da presidiare centimetro per centimetro"

Tramite nota stampa il primo cittadino commenta, dopo ore di silenzio, gli episodi di violenza della periferia est. E intanto il leader leghista, Matteo Salvini, annuncia: "Verrò a Tor Sapienza"

Su Tor Sapienza Marino rompe un silenzio già foriero di polemiche. In tanti nelle scorse ore si sono chiesti dove fosse il sindaco di Roma, mentre nella "sua" periferia si consumavano scene da guerriglia urbana. Troppo impegnato con l'affaire del 'multa gate'? Ovunque si trovasse, oggi si è liberato e ha commentato tramite nota stampa gli episodi di violenza delle ultime 48 ore, quelli finiti su tutta la stampa nazionale, con tanto di inchiesta in Procura, 14 poliziotti feriti insieme a un cameraman della Rai. Una dichiarazione in dieci righe quella di Marino, concentrata su due parole chiave"estremisti" e "violenza". 

Abbiamo visto come, in entrambi gli assalti al centro di accoglienza di viale Morandiun nucleo di violenti, chi inneggiante al Duce, chi armato di bastoni e con il volto travisato, abbia preso le redini della protesta. Dalla rabbia di centinaia di residenti esasperati, riuniti nell'ennesima assemblea per fare il punto su degrado e insicurezza, stufi di non vedere l'ombra di un politico se non a fare propaganda e convinti in molti che i rifugiati siano la causa degli ultimi episodi di cronaca sul territorio oltre che carico da novanta su un quadrante già in sofferenza, si è passati in pochi minuti a scene da banlieu. Con quel nucleo di violenti, una cinquantina, responsabili di molotov, bombe carta, pietre scagliate contro il centro di accoglienza di viale Morandi e i suoi 40 rifugiati politici del programma Mare Nostrum, e contro gli agenti della Polizia arrivati sul posto per sedare gli animi.  

E' sulla furia di quel gruppo di estremisti che si concentra il sindaco, promettendo un giro di vite. "Ho chiamato il Questore, Nicolò D’Angelo - si legge in nota - per esprimere vicinanza e piena solidarietà agli agenti feriti questa notte da un gruppo di veri e propri criminali. Questa Amministrazione non accetta che a Roma l’incolumità dei cittadini venga messa a repentaglio da un manipolo di estremisti violenti, che sfogano il proprio fanatismo lanciando blocchetti di marmo, pietre e bottiglie".

Gesti "inaccettabili" per il primo cittadino che bolla come "ignobile" la "caccia all'immigrato", limitandosi ad accennare in poche parole quel che si nasconde tra le righe di quella violenza che oggi catalizza l'attenzione di tutti, istituzionale e mediatica: "Il disagio reale e le paure dei cittadini onesti che invece hanno il diritto sacrosanto di essere ascoltati". Già, le paure di quei cittadini che prima della presenza dei rifugiati, lamentano l'abbandono delle istituzioni. Le paure di chi chiede che la periferia rientri nelle priorità dell'amministrazione, con programmi di riqualificazione, monitoraggio, presenza sul territorio. Di chi si sente lasciato a morire fra degrado, rifiuti, prostituzione, microcriminalità. 

Il sindaco dice che i cittadini li sta ascoltando, che lo sta facendo "in queste ore insieme al vice Luigi Nieri". Ma al momento appare chiaro che l'emergenza resta arginare i violenti, e farlo prima di tutto con un presidio delle forze dell'ordine che Marino ha annunciato sarà a tappeto, "centimetro per centimetro".

Parole d'emergenza sulla goccia che fa traboccare il vaso, come spesso accade. Come è accaduto per Corcolle, Torpignattara, Pigneto, Torre Angela. La periferia è una polveriera, lo abbiamo detto e ridetto. Il rischio? Cadere nel tranello dello specchietto per le allodole, ignorando ancora una volta le radici del problema. 

E intanto c'è chi fuori da Roma cavalca l'onda di violenza. "Tor Sapienza rappresenta il fallimento dello Stato, frutto della politica folle di una certa sinistra che permette tutto a tutti". A dirlo è Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, che soffia sul fuoco dei nuovi scontri di ieri. "Ogni violenza va sempre condannata ma l'immigrazione incontrollata e il razzismo nei confronti degli italiani - che non hanno alberghi pagati - rischia di alimentare reazioni sbagliate" sottolinea Salvini.

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Il leader leghista annuncia che, dopo il blitz nel campo rom di Bologna e le violente contestazioni degli antagonisti, si recherà nella Capitale "dopo il 23 novembre, giorno delle elezioni per il rinnovo dell'Emilia Romagna". E poi aggiunge: "Andrò anche a Tor Sapienza per verificare la situazione dopo i disordini di questi giorni, per verificare la situazione nei quartieri più a rischio di tensioni sociali. Ho ricevuto molte chiamate, in molti chiedono la mia presenza e quella della Lega. Ci andrò".

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