Interrogatori, autopsia e filmati delle telecamere di sorveglianza: giallo di Torvaianica verso la svolta

L'alibi del marito di Maria Corazza è ritenuto credibile. Il mistero che ruota intorno al giallo dei corpi carbonizzati trovati tra Torvaianica e Pomezia deve ancora essere risolto

Come sono morti Maria Corazza e Domenico Raco? Il giallo non è ancora risolto. I Carabinieri lavorano a ritmo serrato. Da venerdì sono state ascoltate più di 30 persone tra amici, e parenti informati sui fatti. Ma, per risolvere il rebus, mancano ancora diversi elementi. Primo tra tutti l'autopsia, fase determinante per dipanare la nube del delitto di via San Pancrazio, a Torvaianica, a pochi chilometri da Pomezia. 

Tra venerdì e sabato prossimo, nell'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata, sarà infatti effettuato l'esame autoptico sui due cadaveri trovati all'interno della Ford Fiesta carbonizzata in un terreno incolto. Da lì si avrà la certezza dell'identità dei corpi, irriconoscibili.

Di dubbi, però, secondo i parenti e gli amici ce ne sono pochi. I riconoscimenti su qualche oggetto rimasto integro dopo le fiamme porta alla possibilità, credibile, che quelle due persone siano Maria Corazza e Domenico Raco: dei due non si hanno più notizie da venerdì mattina. Chi investiga non smentisce l'ipotesi. 

L'autopsia sarà utile anche per un altro aspetto. L'esame accerterà la causa della morte e se sia stata coinvolta una terza persona, l'eventuale autore dei due omicidi e dell'incendio che aveva così lo scopo di distruggere anche le prove. Sul luogo della tragedia sono stati però sequestrati pure numerosi reperti, analizzati in queste ore dai Ris.

Così come è emerso che la portiera, lato guida, era aperta all'arrivo dei soccorritori, e il cadavere, quello riconducibile a Domenico Raco, era sdraiato, di traverso, sui sedili anteriori. Non è chiaro se volesse fuggire o (ri)entrare nell'abitacolo. 

Gli investigatori dell'Arma, nel frattempo, hanno acquisito i filmati delle telecamere di alcune abitazioni e quelle dei negozi della zona che potranno ricostruire l'ultimo viaggio della Ford Fiesta di Maria Corazza. Immagini che saranno utili per capire cosa sia successo da quando Domenico Raco, 39enne calabrese presunta vittima insieme alla 48enne di Pomezia, è salito a bordo dell'utilitaria grigia e chi avesse incontrato nell'officina dove l'uomo aveva portato la macchina di un amico pochi minuti prima delle 8.

Esercizio, questo, sprovvisto però di video sorveglianza. Dalle telecamere che gli investigatori stanno visionando in queste ore sarà inoltre possibile capire chi fosse alla guida e se ci fosse un'auto immediatamente dietro, o vicino, nella isolata via Pancrazio. Fatto, questo, che però al momento non è emerso. Una pista remota, così come quella del coinvolgimento di una terza persona. 

Poi c'è da ricostruire quel buco temporale dalle 8 del mattino circa fino alle 8:35, quando una chiamata al 112 aveva segnalato un incendio e dato il via a un giallo ancora da svelare. La versione del marito di Maria Corazza ha retto a un interrogatorio durato oltre 12 ore.

L'ipotesi di un movente passionale viene analizzata con attenzione dagli investigatori anche se, al momento, chi indaga non conferma una storia tra i due. Ma neanche la smentisce, anzi, più passano le ore più emergono dettagli e così la possibilità che si tratti di un omicidio-suicidio resta in piedi.

Ma chi conosce Domenico Raco tende a scartarla e su Facebook lascia messaggi di cordoglio: "Chi ti ha fatto quello che ti hanno fatto deve passare in carcere il resto della sua vita. Eri un ragazzo d'oro, una persona buonissima. Abbiamo lavorato anni insieme e poco tempo fa ci siamo incontrati e dovevamo andare a prendere un caffè. Amico, non è possibile, non è possibile. Non ci posso pensare, non ci credo". "Non ti dimenticheremo". Come sono morti Domenico e Maria? Gli amici e i parenti cercano risposte. La Procura di Velletri prende tempo. I Carabinieri continuano le indagini. 

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