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Cronaca Prati / Via degli Scipioni

Marco Paradiso: a Prati l'ultimo saluto all'alpinista morto sulle montagne piemontesi

I funerali del 32enne saranno celebrati alla chiesa di Santa Maria del Rosario. Il ricordo degli amici di "Action Man"

"Action man, il più grande degli eroi". Così gli amici ricordano affettuosamente Marco Paradiso, l'alpinista romano morto sul monte Argentera, in provincia di Cuneo. La tragedia lo scorso 29 ottobre, quando il corpo privo di vita del 32enne è stato ritrovato ai piedi del passo delle Rovine dagli uomini del soccorso alpino piemontese. I funerali del ragazzo si terranno alle 9:00 di giovedì 3 novembre alla chiesa di Santa Maria del Rosario di via degli Scipioni, a Prati. 

Laureato in ingegneria, nato e cresciuto a Prati, Marco Paradiso dopo il lockdown del 2020 aveva lasciato il suo lavoro nella Capitale, ed aveva deciso di trasferirsi durante il periodo estivo in nord Italia, dove aveva la possibilità di lavorare in smartworking e coltivare la sua passione per le scalate in montagna. Vette dove il 32enne ha però perso la vita.  

Amico di Marco Paradiso, con il quale condivideva la passione per la montagna, è Valerio Carocci presidente dell'associzione Cinema America. Proprio Carocci lo ha ricordato con un lungo post sulla sua pagina facebook: "Action Man se ne è andato. Marco ha concluso la più grande ascensione che si possa fare in vita. Con picche e ramponi, più e più volte abbiamo parlato della consapevolezza del rischio, ma mai abbiamo pensato che quel “in ogni caso meglio in vetta, che in ogni altro luogo e modo” potesse diventare realtà. Ora lo è, Marco ha spaccato tutto, come l’acqua che diventa ghiaccio, come una slavina che stravolge il paesaggio".

Un ricordo commosso quello scritto da Valerio Carocci lo scorso 31 ottobre: "Marco Paradiso l’ho conosciuto poco dopo la morte di papà, in uno dei tanti fine settimana che da quel giorno ho passato a divorare dislivelli e sentieri, fino ad arrivare con lui a chiudere il Monviso. Da quel 19 ottobre di un anno fa, quasi ogni venerdì si partiva e si tornava per andare a lavoro il lunedì, non esistevano più altri impegni e desideri. Ci univa la montagna, forse nient’altro, ma bastava nutristi di quel sentimento come fosse ossigeno per capirsi su tutto il resto. Marco era un ingegnere, nato e cresciuto a Roma, che dopo il lockdown aveva deciso di abbandonare il suo lavoro per ricostruire da zero una quotidianità che gli consentisse di trascorrere le giornate tra creste, cascate e valli. In bassa stagione era sulle Alpi, sempre in un luogo diverso, in alta tornava a Roma o trascorreva le giornate con i genitori al Terminillo".

"Marco era premuroso, attento, meticoloso, studiava ogni aspetto in un’escursione, controllava dove fossero puntati i suoi piedi e quelli di tutti i suoi compagni: “Occhio, Valè dai più forza alle picche e fai entrare di più i ramponi”. Ma non si può prevenire e prevedere tutto - conclude Valerio Carocci -.Marco bello, ora siamo con mamma e papà a Torino, riprendiamo le tue cose, poi ti aspettiamo con loro al Terminillo. Tu non fare tardi stasera, che fa buio prima e noi siamo rimasti a valle. Marco è Action Man, il più grande degli eroi. Ti voglio bene Marcolì". 

La tragedia sulle alpi piemontesi

Il corpo privo di vita di Marco Paradiso è stato scoperto alle prime ore dello scorso 29 ottobre, poco dopo che i soccorritori avevano ripreso le sue ricerche,  iniziate e poi sospese la sera prima, quando i familiari di Marco Paradiso avevano denunciato la scomparsa di loro figlio. 

La salma dell'alpinista venne individuata a valle del Passo delle Rovine, "dove", spiegavano in una nota del soccorso alpino piemontese, "è presumibilmente precipitata dalla cengia che conduce ai risaliti terminali della cima lungo la via normale". Domani a Roma l'ultimo omaggio di amici e familiari di Marco Paradiso. 

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