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Cronaca Piazza del Colosseo

Marcia per la vita: in migliaia in piazza, patrocinio del comune e polemiche

La Marcia antiabortista, partita dal Colosseo è arrivata a Castel Sant'Angelo, in piazza il sindaco, associazioni cattoliche e cittadini. Polemiche per la partecipazione del sindaco

In migliaia ieri mattina a Roma hanno partecipato alla "Marcia nazionale per la Vita" che è partita dal Colosseo per raggiungere Castel Sant'Angelo. Slogan e manifesti per dire “no all'aborto”, polemiche e un blitz delle femministe che nella notte hanno esposto i loro slogan contro “l'Aborto clandestino profitto di milioni".

ALEMANNO - Anche il sindaco Alemanno è sceso in piazza per partecipare alla Marcia che ha deciso di sostenere e patrocinare. "Il messaggio è che nessuna famiglia o donna deve essere costretta a rinunciare ad un figlio - ha detto il primo cittadino della Capitale - Roma è mobilitata da sempre per la famiglia e a tutti quelli che si sono risentiti noi diciamo: cercate almeno di applicare tutta la legge 194, legata alla prevenzione che troppo facilmente viene dimenticata". Così Alemanno ha risposto al polverone di polemiche che si sono sollevate per la sua partecipazione alla marcia antiabortista.

LA MARCIA- La manifestazione, alla sua seconda edizione dopo quella del 2011 a Desenzano, ha avuto adesioni da centinaia di associazioni e movimenti che dal Colosseo hanno sfilato fino a Castel Sant'Angelo per dire “no” all'aborto. C'è chi ha scelto di manifestare cantando e urlando slogan pro vita come il nutrito gruppo di giovani sacerdoti dell'Istituto del Verbo Encarnado o chi silenziosamente mostrando cartelli. 'Piu' nascite meno aborti, 'L'aborto è violenza, è omicidio, 'Basta genocidi silenziosi', 'Non uccidiamo il futuro', '194: gia' 5 milioni di morti sono alcune delle scritte portate in piazza. A marciare sono famiglie, giovani e anziani provenienti da tutta Italia e non solo: alcuni dei manifestanti sono giunti nella capitale dalla Francia, dalla Spagna, dall'Ungheria, dalla Polonia ma anche della Nigeria.

POLEMICHE - Le polemiche per la manifestazione, però, non sono mancate, da un lato per il contenuto della manifestazione, dall'altro per la presenza del sindaco che ha deciso di patrocinare la “Marcia per la vita”. La partecipazione del sindaco, dichiara il consigliere del Pd, Dario Nanni, "non rappresenta né l'adesione né l'opinione della stragrande maggioranza dei cittadini romani, cattolici e laici. Gli oscurantismi del sindaco non fanno parte della cultura e della tolleranza di Roma città aperta e democratica".

RADICALI - "La solita ipocrisia contro la libertà delle donne. L'aborto è indice di civiltà". Così il presidente dei Radicali italiani Silvio Viale commenta la Marcia per la vita svoltasi oggi a Roma. La legge, sottolinea Viale in una nota, "lascia alla donna la libertà di decidere cosa sia meglio per lei e nessuno, meglio di lei, può sapere cosa sia meglio. L'aborto è un indice di civiltà. Non a caso i talebani con la croce, che hanno marciato, vorrebbero porre le donna sotto tutela, come se fosse incapace di intendere e di decidere per se stessa". "Da medico - prosegue Viale - devo ricordare al ministro "tecnico" della sanità che il 31 gennaio scorso si è concluso il monitoraggio della pillola abortiva RU486 ed è vergognoso che a due anni dalla sua introduzione non sia ancora utilizzata adeguatamente in tutte le regioni. Vengano diffusi i dati e si mandino gli ispettori del ministero negli ospedali che non la usano ancora per le indicazioni approvate dall'AIFA". Non utilizzare la RU486 per gli aborti del secondo trimestre, conclude, "si configura come un caso di malasanità e di non rispetto delle donne". (Fonte Ansa)

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