Cronaca Centro Storico

Carota in pugno contro Profumo: la protesta degli studenti

Studenti, prof e ricercatori in piazza. Carote contro il ministero dell'istruzione, fuoco alle bandiere Ue. Proteste anche contro i ritardi degli autobus

Un momento della manifestazione - Infophoto

La frase del ministro Profumo su bastone e carota non è piaciuta agli studenti ed è diventata il simbolo della loro protesta: tutti con la carota n pugno nella Capitale. La protesta del mondo della scuola contro i tagli al settore e per il diritto allo studio ha avuto un mattiniero avvio con un blitz degli studenti di fronte alla sede romana del Parlamento Europeo ed è andata avanti pacificamente per gran parte della mattinata.
 

A differenza del corteo del 5 ottobre, quello di oggi si è svolto senza tensioni. Gli studenti, dopo il blitz davanti al parlamento dell'Unione Europea si sono ritrovati al solito posto: a Piazza della Repubblica e da lì hanno sfilato in modo ordinato e pacifico.

In circa 10 mila si sono uniti a prof e ricercatori, secondo quanto affermano gli studenti, verosimilmente in piazza erano presenti circa 6 mila persone. Una protesta con le carote in mano. Carote che i ragazzi, dopo aver deviato il percorso del corteo, hanno lanciato contro il ministero dell'Istruzione. In mattinata altri manifestanti avevano strappato bandiere della Ue e altri ancora hanno fanno un blitz alla metro Cavour con un ironico striscione anti Atac, acronimo sciolto in "Arrivo tardi a casa" per protestare con i ritardi dei bus. Serpentoni di studenti hanno sfilato anche a Potenza, Perugia (sotto un violento acquazzone), Cagliari (dove alla protesta si sono uniti operai dell'Alcoa di Portovesme), Pescara, Campobasso e in tante altre città: 90 ne hanno censite le associazioni studentesche che hanno organizzato la mobilitazione. Il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, ha chiuso la giornata di mobilitazione e sciopero con un comizio a Roma durante il quale ha avuto la mano pesante con il Governo ("é autoritario. Sono tecnici che pensano non di governare, ma di comandare") e con il ministro Profumo ("eviti termini come bastone e carota perché in questi mesi abbiamo assistito solo a bastonate"). Gli studenti sono tornati a casa con l'intenzione di fare anche più di un bis, se necessario.
 

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