La mappa del pizzo ad Ostia, il pentito: "Anche Pd e chioschi taglieggiati dagli Spada"

Il Pd: "Rigettiamo qualsiasi insinuazione". Il pentito Michael Cardoni, nipote di 'Baficchio', rivela le vie di Ostia Nuova in cui gli Spada esercitavano la loro forza

La mappa del pizzo di Ostia. Via Baffigo, via del Sommergibile, via Cagni e via Forni. Ma anche il lungomare e piazza Anco Marzio. La mappa dei taglieggiamenti la disegna Michael Cardoni, nipote del boss Giovanni Galleoni detto 'Baficchio' ammazzato insieme con Francesco Antonini 'Sorcanera' e figlio di Massimo, gambizzato nel 2016. La cartina geografica di una Ostia oscura racconta come dall'omicidio di 'Baficchio', i cui mandanti furono Carmine e Roberto Spada, la gestione del pizzo viene acquisita proprio dagli 'zingari' del litorale.

"Il territorio di competenza dell'organizzazione di mio zio era quello compreso tra via del Sommergibile, via Antonio Forni e il mercato Appagliatore. Lo stesso aveva altresì interessi criminali anche in altre zone di Ostia oltre il cavalcavia. Presso il mercato mio zio riscuoteva il pizzo dalle attività commerciali", dice il collaboratore di giustizia che aggiunge: "Voglio indicarvi anche i seguenti chioschi balneari che erano di proprietà di mio zio o che comunque versavano denaro allo stesso. Punta Ovest e Happy Surf, anche lo stabilimento situato davanti al Vittorio Occupato era il suo. Io so che mio zio lì prendeva dei soldi. Non so dirvi tuttavia se li prendesse a titolo di pizzo oppure perché tali stabilimenti erano di fatto i suoi. Propendo per tale seconda opzione perché ogni volta mio zio prendeva, presso Happy Surf e presso lo stabilimento situato davanti al Vittorio Occupato, delle buste che erano piene di soldi. Al Punta Ovest invece mio zio mi aveva dato indicazione di poter andare ogni volta che volevo per divertirmi anche in compagnia di amici senza dover pagare alcunche", si legge nell'ordinanza di 748 pagine firmata dal Gip Simonetta D'Alessandro.

I commercianti: "Ad Ostia non esiste il pizzo"

Dopo la morte di 'Baficchio', conferma il pentito, "per quanto attiene il pagamento del pizzo la zona che era di mio zio è passata agli Spada". Ad essere taglieggiati, secondo Cardoni, erano anche il "bar Sisto di piazza Anco Marzio, il Conad e il meccanico in via del Sommergibile, il veterinario e il fruttivendolo in via Forni, un bar di cinesi in via Cagni", dice ancora e poi rivela: "Anche la sede del Pd di Sabrina Giacobbi in via Antonio Forni (poi sfrattata per morosità) pagava mio zio. Come anche l'edicola" della stessa Giacobbi, bruciata nel 2015

Giacobbi, però, non ha tardato a smentire: "Non ho mai pagato il pizzo né a Galleoni, né agli Spada. Ho sempre denunciato pagando con l'incendio che nel 2015 distrusse la mia edicola e sulla quale ci sono in corso indagini della Procura". Quella edicola non ha più riaperto. 

Smentite che arrivano anche dal Pd: "Rigettiamo qualsiasi insinuazione da parte di sedicenti paladini dell'antimafia e di oppositori politici che intendono interpretare un'esternazione di questo genere come connivenza con un sistema che il Partito ha sempre contrastato. Auspichiamo che le forze dell'ordine ascoltino la diretta interessata, su cui si ripone piena fiducia, per fare chiarezza sull'intera vicenda. Il PD non ha nulla da nascondere e questa menzione nell'ordinanza non servirà a coprire le reali responsabilità della criminalità locale e i suoi rapporti di 'cordialità' con pezzi dell'economia lidense che ne hanno sempre negato il radicamento."

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