Manuel Bortuzzo a 'Porta a Porta', il nuotatore racconta l'agguato: "Ho visto chi mi ha sparato"

Manuel: "Ho visto un ragazzo che ha alzato la pistola e dopo avermi urlato degli insulti ha sparato". Poi aggiungere: "Tornerò a nuotare"

"Mi ha gridato contro figlio di… e poi ha sparato". Manuel Bortuzzo è tornato a parlare dell'agguato subito due settimane fa all'Axa e lo ha fatto con Bruno Vespa a Porta a Porta.

A premerre il grilletto Lorenzo Marinelli che ora è in carcere mentre il diciannovenne nuotatore è paralizzato alle gambe in riabilitazione al Santa Lucia. Con lui anche Daniel Bazzano, alla guida del motorino poi ritrovato distrutto dalle fiamme.

Manuel ricorda lucidamente quei momenti. "Hanno attirato l'attenzione mia e della mia ragazza. Eravamo dall'altra parte rispetto alla gente che era davanti al pub. Ho visto un motorino che provenendo dalla destra ha girato dietro di me e poi il ragazzo che stava seduto dietro che ha alzato la pistola e dopo avermi urlato degli insulti ha sparato. Dopo lo sparo mi sono chiesto: ma cosa è successo?".

Manuel da quel momento non si rialzerà. Prima la corsa al Grassi, poi al San Camillo dove i medici che lo hanno operato hanno anche parlato della sua condizione fisica e del serio rischio di paralisi.

Bortuzzo però è uno sportivo, un lottatore e lui non vuole mollare di un centimetro anche perché l'intervista si apre con il "Manuel come stai?", di Vespa e lui, come se nulla fosse, risponde: "Tutto bene. Sono contento di aver iniziato questo percorso", dice, sorridendo, riferendosi alla riabilitazione. 

Poi il racconto della sparatoria. Lucido. Manuel ricorda tutto con dovizia di particolari, poi aggiunge: "Non ho perso subito conoscenza. La prima cosa che non ho sentito sono state le gambe. L'ultima scena che ricordo sono stati i quattro poliziotti che mi hanno soccorso", ha raccontato alle telecamere Rai. 

Quindi la consapevolezza. "La prima cosa che ricordo, quando mi sono svegliato, è stata mia mamma. Mi sono emozionato rivedendo la mia famiglia e gli amici".

A non spegnere la speranza anche il professor Marco Molinari, direttore del centro di riabilitazione del Santa Lucia: "La ricerca per le lesioni midollari va avanti. Siamo ancora in fase sperimentale ma si è aperta una fase nuova". Parole che sanno di iniezione di fiducia per Manuel: "Voglio tornare in acqua, in piscina. Tornare com'ero prima", dice, sempre con il sorriso, e mai abbandonando la speranza di tornare a camminare. 

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