Studenti, movimenti e sindacati: in arrivo l'Ottobrata romana

Un po' per rispondere a Berlusconi in piazza il 4 ottobre. Tanto per contrastare le politiche degli ultimi anni. L'11 ottobre inizia l'autunno caldo: studenti, precari, movimenti, associazioni, No Tav pronti a invadere le strade

Al grido “siamo tutti decaduti”, Silvio Berlusconi ha chiamato l’adunata di piazza. Il 4 ottobre a Roma. Lo stesso giorno che, sempre nella Capitale, la Giunte delle immunità discuterà la decadenza del Cav, appunto. Mentre il ‘palazzo’ lo giudicherà colpevole e lo caccerà dal Senato da condannato per frode, Berlusconi sarà in mezzo al suo popolo. “Io sarò sempre con voi, decaduto o no. Si può fare politica anche al di fuori del Parlamento, non è il seggio che fa un leader ma è il consenso popolare quello che non mi è mai mancato e sono sicuro che non mi mancherà nemmeno in futuro”. Così il Cav dentro ai 16 minuti dell’ultimo videomessaggio. Così il 4 ottobre. Il messaggio che vuol mandare è chiaro: è la piazza che decreterà la mia innocenza. La piazza o il caos?

La domanda è breve e retorica. La risposta potrebbe apparire facile. Nel frattempo, tuttavia, qualcosa è profondamente cambiato sotto il cielo. E quel grido, “siamo tutti decaduti” è già storia di ieri. Prima decaduti, infatti, poi dimessi. Così i parlamentari del Pdl, così, due giorni fa i ministri del centro-destra. Ma attenzione, precisa il Berlusconi, non si tratta di una mossa personalistica: la decadenza, o meglio ancora, un anno ai domiciliari o ai servizi sociali non conta. Letta paga quel non aver stoppato l’innalzamento dell’Iva (un punto di percentuale da domani, 1 ottobre 2013). Traditi i patti, i ministri che lasciano, la maggioranza che si sfalda.

11 OTTOBRE: STUDENTI IN CORTEO

La sensazione, fortissima, è che, al di là di quel che si fa sapere da Arcore o da Palazzo Grazioli, si tratti, prima volta in Italia, di una crisi ad personam. Tanto che le colombe del Pdl minacciano scissioni e potrebbero, da nuovi moderati, centristi, assicurare i numeri al Letta bis. Quel che vorrebbe Napolitano, che scioglierà le camere solo quando non ci saranno più alternative. E c’è già la nuova etichettatura  dell’operazione: il governo dei responsabili. Che con ordine segue, l’esecutivo tecnico, quello di scopo, d’emergenza. Mercoledì la fiducia, vedremo.

12 OTTOBRE: IN PIAZZA IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Ma intanto c’è chi si sta organizzando. C’è un'altra piazza che sta prendendo vita. Quella del dissenso, della protesta. Una piazza che si prepara a fotografare l’insopportabile. Quante volte è passata la formula giornalistica, autunno caldo. Non si contano. Quest’anno, l’autunno potrebbe essere rovente. Le beghe giudiziarie di Berlusconi, la crisi di governo, il Pd compatto con Letta e Napolitano ma che non sa scaricare del tutto l’anomalia storica, quell’asse che la pancia ha mal digerito in primavera e che non sopporta più  e non comprende più oggi.

18 OTTOBRE: SCIOPERO GENERALE

Si perché, mentre la politica parlava e parla di politica, tra retroscena da retrobottega, il Paese prova ad andare avanti e ogni giorno cozza con l’inevitabile: la crisi vera, quella economica. Per questo dopo la festa del Cav, ed il suo comizio contro il braccio armato del (post) comunismo, la magistratura rossa, scenderà in piazza un’altra Italia, che ha smesso di parlare con questa politica.

19 OTTOBRE: LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE NOTAV

L’escalation del ‘No’, si aprirà l’11 ottobre con i cortei studenteschi. Il giorno dopo, il 12, la manifestazione in difesa della Costituzione. Il 18 poi, sarà il giorno simbolo del malcontento: lo sciopero generale, il no forte e chiaro dei lavoratori. Finita qui, nenche per sogno. Il giorno dopo, a Roma, forse il giorno più caldo: le strade della capitale faranno da cornice con la grande manifestazione NoTav. A fianco a chi si oppone ai cantieri dell’Alta Velocità, gruppi anti-precariato, movimenti di lotta per la casa. E non mancheranno i gruppi antagonisti per una giornata che alcuni stanno bollando come critica. Scuola, lavoro, Tav, disagio abitativo, precariato. Cinque temi chiave; da piazza. Per il Parlamento suonare il campanello dopo la fine della ricreazione.

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