Manifestazione terremotati: "Il 2 febbraio tutti in piazza Montecitorio"

All'alba partiranno dalle Marche dei pullman che raggiungeranno la Capitale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

All'alba partiranno dalle Marche dei pullman che raggiungeranno la Capitale. I manifestanti, armati di striscioni e slogan, intendono far presente con un sit-in pacifico i gravissimi problemi e le grandi difficoltà che vivono ogni giorno, a cui chiedono una risposta straordinaria e decisa da parte dello Stato. "La nostra sarà una manifestazione per chiedere alle autorità di fare presto, per far rientrare prima possibile la gente nelle zone di residenza: chiediamo di togliere gli eccessivi passaggi burocratici che ci sono nella certificazione del danno, tra schede Fast, Aedes e poi di nuovo la certificazione del tecnico. Sui monti muoiono gli animali, non per loro volontà: sono loro la testimonianza più forte dell'inefficienza nella gestione dell'emergenza. Chiediamo che non accada più, che si dia un'accelerazione a tutte le procedure, togliendo compiti alla grande struttura centralizzata che ha generato immobilismo e stasi nelle nostre zone". Vanno "restituite ai sindaci ed alle autorità locali alcune competenze in materia di ricostruzione e gestione operativa, perché sono i primi a conoscere le necessità del territorio, ripristinando al più presto la viabilità, a partire dalla Valnerina. Bisogna inoltre far presto con le casette in legno, mettendo all'opera un numero maggiore di aziende". Dalle Marche si ricorda il modello della ricostruzione del terremoto del 1997. "Il modello della ricostruzione del 1997 è stato un esempio per altri terremoti, ripartiamo da lì. A Serravalle - epicentro del sisma del 26 settembre 1997 - il 23 dicembre successivo tutti erano già nei container. Qui è a rischio l'economia di questi territori: se non ci sarà lavoro, non ci sarà più motivo di risiedere qui, il territorio perderà valore ed attrattiva turistica. Allora forse, non avrà più senso ricostruire le case, ma "ci vorranno loculi mortuari", come ha detto nel suo ultimo video Antonio Lo Cascio, che ha scelto di appoggiare la protesta pacifica della gente del suo stesso territorio. Chiediamo ai sindaci di farsi portavoce dei disagi della propria gente, perché chi tace acconsente e rischia di divenire complice di ciò che accade. Chiediamo a tutti i cittadini, di qualunque parte d'Italia, di appoggiarci in questa nostra volontà di manifestare per chiedere che sia tutelato il nostro diritto ad avere ancora un futuro ed una normalità possibile". Per informazioni si rimanda al gruppo Facebook "Manifestazione terremotati a Roma" ed al numero 3701391595.

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