Cronaca Monteverde / Piazza San Giovanni di Dio

Gli "indignati" accampati a San Giovanni: il corteo contro la manovra

Montano le tende e gli striscioni per protestare contro la manovra. Hanno accolto l'invito del Popolo Viola e si accamperanno a San Giovanni dove sta arrivando un corteo partito da piazza della Repubblica

Manifestanti in piazza San Giovanni

Qualcuno prepara gli striscioni, qualcun altro monta le tende, altri ancora sono seduti sull’erba e ascoltano gli interventi. Imitano gli “indignados” spagnoli che hanno occupato centinaia di piazze da Madrid a Barcellona. San Giovanni però non è ancora gremita. “Poco importano i numeri, l’importante è che ci sia indignazione” ci spiega Marta, appena accorsa in piazza da Montecitorio dove nel frattempo si è tenuto un comizio di Beppe Grillo. E poi i manifestanti stanno per arrivare. Sono centinaia le persone che hanno raccolto questo pomeriggio l’invito alla protesta contro la manovra finanziaria, lanciato da gli Indignati e dal Popolo viola. Si sono radunati in piazza della Repubblica per il corteo che sta raggiungendo San Giovanni dove si terrà un'assemblea cittadina pubblica.

Tra i cartelli portati dai manifestanti: "non violenti, apartitici e indignati. Lasciateci sognare non vogliamo più dormire", "facciamo piazza pulita" con sotto disegnata una bomboletta spray che spruzza contro degli insetti con i volti di Berlusconi e Tremonti e "o noi o loro! Piazza pulita". “Questa è l'ultima chance che abbiamo per protestare contro una manovra che non risolve i problemi: dalla casta ai costi della politica, dall'evasione fiscale alla corruzione. E poi questa manovra del governo non la vogliamo pagare noi cittadini". Così Gianfranco Mascia, del Popolo Viola, uno degli organizzatori della protesta ha commentato la manovra del governo Berlusconi. "Abbiamo organizzato questa manifestazione - ha aggiunto - affinché sia utile a far vedere i cittadini indignati, quelli che non vogliono più stare in silenzio".



"L'accampata - ha spiegato Chiara del Movimento Indignati di Roma - è un modo per dire che viviamo una situazione tremenda dal punto di vista del precariato. Che non è solo dal punto di vista economico ma anche esistenziale. Scendere in piazza con le tende significa dire 'no' agli affitti cari, al lavoro che non c'é e a quello che quando c'é e all'insegna dello sfruttamento. Le tende sono il simbolo del precariato di oggi". La protesta mette in mezzo anche i costi della manifestazione: "E' pazzesco che un cittadino che vuole manifestare debba pagare così tanto - si è lamentato uno degli indignati - faremo una battaglia politica anche su questo. Oggi per essere qui abbiamo dovuto versare al Comune 10 mila euro: 4.200 per la pulizia all'Ama, 2.600 per avere due ambulanze, 3.000 per il palco e l'amplificazione, 1.900 di assicurazioni e 550 euro a Telecom per l'Adsl utile per lo streaming sul web".
 

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