Cronaca piazza SS. Apostoli

Manifestazione a Piazza Santi Apostoli: da Corcolle a Riano no alle discariche

Malagrotta bis a Riano e Corcolle? In piazza SS. Apostoli cittadini e comitati hanno detto "no" alle nuove discariche nei siti prescelti dal prefetto Pecoraro

Manifestazione in piazza SS. Apostoli

"Rifiutano i rifiuti" in difesa del territorio, dell'ambiente, della salute. Sono contro l'immondezzaio che si abbatterà intorno alle loro case e sono carichi di rabbia e di ragioni per lottare. Gli abitanti delle zone periferiche a  nord di Roma si sono riuniti questa mattina, in piazza SS. Apostoli, per scongiurare quella che per molti sarebbe una vera catastrofe. Le discariche a Quadro Alto nel comune di Riano e a Corcolle-San Vittorino nell'VIII municipio, siti prescelti in via provvisoria dal prefetto Giuseppe Pecoraro in sostituzione di Malagrotta che dovrebbe chiudere entro l'anno, non sono certo ben volute dai residenti. E d'altronde come dargli torto. Chi vorrebbe una montagna di "monnezza" dietro casa?

CHI MANIFESTAVA - "Ci sono persone che hanno la casa a 500 metri dalla discarica, per alcuni sarà come abitarci dentro". E' indignata Valeria, del Comitato Rifiuti Zero Riano, mentre ci spiega le motivazioni della protesta che, in realtà, sono più che chiare. Accanto a lei ci sono giovani, anziani, bambini, e anche qualche rappresentante delle istituzioni che ha deciso di abbracciare la battaglia, come il presidente del Consiglio comunale di Riano, Giuseppe Urbani, che, fascia tricolore al petto, promette: "Siamo molto agguerriti, la nostra battaglia contro la discarica non finirà qui perché questa scelta devasta il nostro territorio, l'ambiente, l'economia". 
 
 
Con la politica, in realtà, ce l'hanno in molti: "Polverini-Alemanno, venduti - si legge su uno striscione - venduta Riano alla Colari-Malagrotta", "cara Renata - recita un altro - vieni ad abitare a Pizzo del Prete, dimostraci che la discarica non fa male". Tra i presenti tanti volti noti all'ambientalismo romano tra cui il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, che ha definito  "un calcolo sbagliato non considerare i cittadini perché questa contestazione è destinata ad aumentare". "La Polverini e Alemanno hanno messo per Roma dei manifesti in cui dicono che chiudono Malagrotta - gli fa eco il Radicale Massimiliano Iervolino, autore del libro 'Con le mani nella monnezza' - ma non dichiarano che aprono altre due discariche".
 
UNA BATTAGLIA COMUNE - In piazza non ci sono solo Riano e Corcolle. L'occasione è perfetta per riunire chi la battaglia contro la mala gestione dei rifiuti la intende a tutto campo e chi dell'ecosostenibilità ha fatto una bandiera. "Un piano straordinario di riduzione dei rifiuti urbani con avvio di raccolta differenziata porta porta spinta ed estesa". E' il capo saldo della Rete Zero Waste Lazio, composta, oltre che dai Comitati Rifiuti Zero di Riano e Corcolle, anche da quello di Fiumicino - che ospiterà la discarica fissa fra tre anni - e da decine di associazioni e movimenti laziali che lottano per una drastica riduzione del volume di immondizia prodotto. 
 
 
Già perché per molti il problema è a monte e, soprattutto, non è logistico. "E' necessario agire sulla mentalità dei cittadini e, ancor di più, degli amministratori - ci spiega Stefano Pucci, consigliere comunale di Rignano Flaminio - la sensibilizzazione alla raccolta differenziata fatta porta a porta è fondamentale, se non per eliminare completamente la necessità di una discarica, quanto meno per diminuire la quantità di scarti. Non ci vorrebbero anni - continua Pucci - per far funzionare un sistema sostenibile, basterebbe qualche mese". Un problema culturale più che tecnico? Certamente una mentalità sensibile alla questione rifiuti non guasta. Altrettanto vero è che l'emergenza è immediata e la soluzione, gli abitanti dei siti prescelti, la vogliono subito. 
 
Ad appoggiare la protesta di comitati e cittadini anche Giulietto Chiesa, noto giornalista e politico italiano che, con uno sguardo a 360 gradi su problematiche di ampio respiro vede nella protesta di Riano e Corcolle "un chiaro esempio di battaglia per la democrazia". "La difesa del territorio - dichiara Chiesa a Romatoday - è l'asse portante di uno stato democratico, è la gente che percepisce la devastazione di un territorio e solo i cittadini possono impedirla. I politici chiudono gli occhi, sono una classe morta". In particolare Chiesa ce l'ha con chi, con l'intento di squalificarli, accusa i movimenti di eccessivo attaccamento al territorio e, addirittura, di campanilismo. "Non ci si rende conto che queste persone difendono valori generali che riguardano tutti in prima persona e che possono essere riassunto nella necessità di porre un freno a un sviluppo che non possiamo più sostenere". 
 
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