Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

“La cultura fa paura”: in 1500 invadono il red carpet

La protesta è legata ai tagli del governo allo spettacolo e il mancato rinnovo delle agevolazioni fiscali per il settore. Occupata la Cavea dell'Auditorium. Numerosi i cori contro Bondi

Circa 800 persone del movimento Tutti a casa hanno fatto irruzione sul tappeto rosso del Festival del cinema di Roma. La protesta è contro i tagli del governo allo spettacolo e il mancato rinnovo delle agevolazioni fiscali per il settore. Al motto di “tutti a casa” la gente del cinema staziona sul red carpet nel tentativo di impedire la passerella del film inaugurale “Last night”, proiettato in mattinata per la stampa.

red_carpetTutta la cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, nella serata di apertura del festival del cinema, è stata occupata dai manifestanti seduti a terra. Tantissimi gli slogan e gli striscioni, come “Noi non siamo il Grande Fratello” oppure “Bondi a casa” e ancora, “Nei titoli di coda c'é gente che lavorà. C'é grande attesa per il discorso di Castellitto. Tra i partecipanti, Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Isabella Ferrari, Kim Rossi Stuart, Francesca Comencini, Stefano Rulli, Mimmo Calopresti, Riccardo Tozzi.

In giornata è stato diffuso un documento che verrà letto dal presidente della giuria Castellitto: "Noi non pretendiamo elemosine, ma investimenti pubblici e prelievi di scopo certi soprattutto da parte di chi utilizza il nostro lavoro, e chiediamo agevolazioni fiscali perché non rappresentano denaro a fondo perduto, ma risorse che tornano triplicate, sotto forma di tasse, allo Stato. E non siamo una categoria di parassiti o assistiti, come vorrebbe far credere il governo, ma parte decisiva di un'industria, quella dell'audiovisivo, che è strategica per ogni paese moderno e che coinvolge più di 250 mila persone", è scritto nel testo anticipato alla stampa.


"Sergio Amidei, uno dei più grandi sceneggiatori italiani del dopoguerra, immaginò per tutti noi un piccolo grande sogno: una Casa per il Cinema dove autori, registi e attori potessero incontrarsi e confrontarsi. Quella casa ora esiste poco lontano da qui e a quella casa una settimana fa siamo tornati tutti insieme per dire che è nostra e per discutere tra noi cosa fare di fronte a un governo che ci aveva messo con le spalle al muro, tagliando i soldi del Fondo Unico dello Spettacolo ai minimi storici e quelli per le fiction televisive di un terzo, provocando in due anni il dimezzamento delle ore lavorative delle troupe, e cancellando dopo dodici mesi quelle agevolazioni fiscali che avevano dato un po' di linfa vitale al nostro settore. E alla Casa del Cinema ci siamo ritrovati. Trentadue Associazioni, tutti insieme. Dopo tanto tempo abbiamo sottoscritto un documento comune". Nel documento, Castellitto cita il ministro Tremonti ('La cultura non si mangià). "Ma, forse lui non lo sa, nutre lo stesso permettendo a centinaia di migliaia di persone che la producono di mangiare, e inoltre fornisce a quei cittadini che si fanno pubblico un alimento immateriale e decisivo, fatto di emozioni e sogni, consapevolezza e senso dell'identità nazionale, per guardare la realtà con occhi nuovi e immaginare un paese migliore".

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