Cronaca Esquilino / Piazza della Repubblica

Gli avvocati marciano su Roma "a difesa della democrazia"

Al corteo organizzato dall'Oua hanno aderito centinaia di avvocati provenienti soprattutto dalla Campania. In tanti hanno sfilato con il tricolore al contrario con la scritta 'A difesa della democrazia'. In tilt il traffico

Si sono riuniti nella mattinata di oggi 20 febbraio in piazza della Repubblica, per poi proseguire su via Cavour fino a piazza SS. Apostoli davanti alla Prefettura dove si è svolto il comizio finale. Il tutto per protestare contro il deterioramento del sistema giudiziario in Italia. Al corteo, organizzato dall'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), hanno aderito numerose associazioni locali e regionali, i "Giovani avvocati" e i "Difensori d'ufficio", fatta eccezione per le Camere penali, per un totale di circa 10.000 avvocati provenienti da tutta Italia, in particolar modo dalla Campania, con cappi che stringono le loro mani per simboleggiare la morsa della "giustizia umiliata", come recita lo striscione di testa. Tutti uniti nel grido "Giustizia umiliata, libertà negata" e nel canto dell'Inno di Mameli.

Le richieste della piazza sono, innanzitutto, quella della revoca della legge che ha introdotto la motivazione delle sentenze a pagamento, l'aumento dei diritti di notifica e la diminuzione dei rimborsi per il gratuito patrocinio. L'esercito di professionisti marcia in abiti 'civili', senza toga e senza codici. L'unico ad indossare la toga è stato il presidente dell'Agifor (Associazione dei giovani avvocati), Stefano Galeani.

Tra i partecipanti al corteo, che a piazzale Esquilino ha incrociato il presidio del Coordinamento 9 dicembre di Danilo Calvani, anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha spiegato "sono qui da cittadino, ma anche da esponente politico che comprende la necessità di una riforma della giustizia. Il ceto medio soffre il tema della giustizia, che se funzionante e con un ruolo importante dell'avvocatura è parte essenziale anche per rilanciare l'economia. Lo stato di cose è imputabile sia a destra che sinistra". Non tutti sono d'accordo, però, con la presenza di politici nel corteo. "Sono amici delle banche, una lobby che ha rovinato la giustizia e l'Italia" commenta Raffaele Russo, del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torre Annunziata.

Ad aprire il corteo, che ha paralizzato il centro di Roma a causa della chiusura di piazza Venezia e delle strade limitrofe, è stato lo striscione dell'Oua seguito da quello dell'Ordine degli avvocati di Roma e da quello di Napoli. "Dalla Campania è arrivata una partecipazione massiccia che si è mossa con pullman e treni ed è composta anche dall'associazionismo civile antinquinamento della Terra dei fuochi" ha spiegato Francesco Caia, presidente dell'Ordine partenopeo che conta 13 mila iscritti.

In tanti hanno portato la fascia tricolore al contrario con la scritta 'A difesa della democrazia'. Corposo anche il numero delle donne, tra le quali spicca un'avvocatessa vestita di bianco che personifica la "Iustitia" innocente e mortificata, oltre alle bandiere dell'Ugl, oltre a quelle dell'associazione dei Difensori d'ufficio e dei vari ordini territoriali. Dalla Campania si sono mosse le organizzazioni di Benevento, Frattamaggiore, Santa Maria Capua Vetere, Casoria oltre che dal capoluogo.

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