Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Roma capitale della protesta, ancora una manifestazione: centro bloccato ma nessun disordine

In piazza anche chef e addetti della ristorazione di Cuneo, Piombino e Crema, Torino e diverse città della Puglia

FOTO ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Roma, anche oggi, è scenario di protesta. Dopo la manifestazione di ieri di Io Apro, oggi i lavoratori hanno fatto sentire di nuovo la loro voce. Nessun disordine - va detto subito - ma la polizia ha blindato il centro, dal Circo Massimo a via dei Cerchi. 

Qualche momento di tensione si è vericato quando un gruppo di alcune decine di manifestanti, provenienti principalmente dalla Campania, si è schierato davanti al cordone delle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Urla e grida di rabbia da parte di alcuni, ma non si è registrato alcun contatto. "Vogliamo marciare verso Montecitorio", dicono. Secca la condanna da parte degli organizzatori della manifestazione: "Ci dissociamo da ogni iniziativa non programmata e violenta".

Strade chiuse al centro 

Per mantenere la situazione sotto controllo, dalle 13:30 si sono rese necessarie circa alcune chiusure stradali. Oltre venti pattuglie della polizia locale sono state impegnate nei servizi di viabilità e chiusure, con personale del I Gruppo Trevi e altre unità arrivate in ausilio dai gruppi limitrofi: isolata la zona del Circo Massimo con chiusura di via dei Cerchi, via del Circo Massimo e via Petroselli. Chiusure in atto anche su Corso Rinascimento, via del Corso e via del Tritone in direzione via del Corso.

La manifestazione di oggi a Roma

In piazza, dalle 11, le associazioni Roma più bella, I.H.N. Italian Hospitality Network, TNI Tutela Nazionale Imprese, Lupe Roma e tante altre sigle. In piazza anche lo storico Checco dello Scapicollo e altri imprenditori del mondo Ho.Re.Ca, ambulanti, discoteche, tassisti, commercianti, lavanderie industriali e partite Iva, "categorie che da oltre un anno hanno visto azzerati i loro fatturati, non hanno percepito sostegni reali, non sono state ascoltate né aiutate attraverso un piano d'emergenza reale volto alla salvaguardia delle attività piuttosto che al loro totale oblio", hanno spiegato gli organizzatori che hanno dato il nome di 'Una volta, per tutti', all'iniziativa.

"Vogliamo una data per le nostre riaperture. Roma, Firenze, Venezia, Torino sono città morte. Tutta la politica deve darci una risposta", ha detto dal Circo Massimo una ristoratrice romana.

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