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"Aiuto papà picchia mamma e la nonna". Bambina fa arrestare il genitore violento

Le continue vessazioni, minacce e maltrattamenti si perpetravano da anni nell'abitazione delle donne a Monteverde. Nel 2012 il 41enne era già stato colpito da un provvedimento di avvicinamento alla famiglia

"Aiuto papà è tornato e vuole picchiare mamma e la nonna". Questo il grido d'aiuto lanciato al 113 dalla figlia di un 41enne cittadino della Guinea arrestato dalla polizia dopo anni di maltrattamenti, violenze fisiche, minacce e vessazioni nei confronti della sua compagna e dell'anziana madre di lei, residenti nella zona di Monteverde.

ABUSO DI ALCOLICI E STUPEFACENTI - All’uomo, con alcuni precedenti di Polizia e notoriamente dedito dall’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nella gioranta di ieri 3 aprile. motivata dalla sua pericolosità sociale, vista la particolare inclinazione alla violenza proprio nell’ambito del nucleo familiare.

ANNI DI VESSAZIONI - A porre fine agli abusi sono stati gli agenti del Commissariato Monteverde, coordinati dal dottor Antonio Roberti, che nel recente passato sono intervenuti diverse volte per le minacce e le violenze messe in atto dall’uomo.

PRIMO PROVVEDIMENTO NEL 2012 - Già nell’ottobre del 2012 l’uomo era stato colpito da un provvedimento che ne vietava l’avvicinamento all’abitazione della suocera, emesso in seguito ad un vero e proprio agguato nei confronti dell’anziana donna. In quell’occasione la vittima aveva chiamato la Polizia perché il genero, che era stato arrestato il giorno precedente dopo una delle sue aggressioni alla compagna, la minacciava di morte e, poiché la donna non gli apriva la porta, si era arrampicato sul terrazzo ed era entrato da una finestra rimasta aperta, fermato solo dal tempestivo arrivo di una volante.

DENUNCIATO DALLA FIGLIA - Nonostante questo primo provvedimento l’uomo aveva proseguito nel suo atteggiamento violento, che spesso si palesava anche davanti alla figlia minore della convivente. Grazie all’ennesima chiamata della bambina al 113 è stato possibile infine chiedere la misura cautelare all’Autorità Giudiziaria, che ha emesso l’ordinanza eseguita ieri nei confronti dell’uomo.

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