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Mafia ad Ostia: pene per oltre 200 anni e 416 bis al boss del litorale

Quattordici le condanne e cinque le assoluzioni comminate dalla Decima Sezione del Tribunale di Roma nell'ambito dell'inchiesta Nuova Alba. Ventotto anni di carcere per il boss Carmine Fasciani

Oltre duecento anni di reclusione complessivi, con quattordici condanne e cinque assoluzioni. Queste le pene comminate dai giudici della Decima Sezione Penale del Tribunale di Roma a carico del Clan Fasciani nell'ambito dell'inchiesta Nuova Alba. Gli accusati erano chiamati a rispondere della accuse di "associazione a delinquere di stampo mafioso" (articolo 416 bis). La pena più alta è stata comminata a Carmine Fasciani, considerato boss dell'organizzazione con base ad Ostia, che ha ricevuto una pena di 28 anni. Diciassette anni di reclusione per Terenzio Fasciani, fratello di Carmine, e pene comprese tra i 25 e gli 11 anni di reclusione per gli altri cinque componenti della famiglia.

LE ACCUSE - I diciannove imputati alla sbarra erano chiamati a rispondere alle accuse di "Associazione per delinquere di stampo mafioso", "estorsione", "detenzione di armi", "violazione della legge sugli stupefacenti", "intestazione fittizia di beni" ed altri reati a secondo del ruolo che svolgevano nell'organizzazione.

PENE ACCESSORIE - Ai condannati il Tribunale presieduto da Rosanna Ianniello ha inflitto anche numerosissime pene accessorie che vanno dall'interdizione perpetua ai pubblici uffici all'interdizione legale, alla confisca di beni sequestrati, a rifondere le spese processuali e a risarcire i danni. Infine il Tribunale ha disposto la confisca di numerosi esercizi commerciali sia nel litorale di Ostia sia nella Capitale.

I TRIASSI - Assolti invece Nazareno Fasciani e Vito e Vincenzo Triassi, assolti con formula piena "perchè il fatto non sussiste". Secondo l'impianto accusatorio i due rappresentavano i referenti della mafia siciliana nella zona costiera della capitale. "I Triassi comandavano a Ostia" negli anni '90, aveva detto nella sua deposizione al processo a febbraio 2014 il super pentito di Cosa Nostra Gaspare Spatuzza.

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