Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Mafia Capitale, Buzzi: "Ho dato soldi a tutti, ma tutto era legale"

Il ras della cooperative dal carcere scrive a due collaboratrici: "Vogliono costringermi a cedere, ma non posso inventarmi le cose che non so"

Interrogatori, lettere, dichiarazioni spontanee. Salvatore Buzzi è il grande protagonista di questi giorni di Mafia Capitale. Dalle carte dell'inchiesta 'Mondo di mezzo', negli atti allegati, emerge una lettera che il patron della cooperativa 29 Giugno ha inviato pochi giorni dopo il suo arresto alle sue collaboratrici. La data è quella del 18 dicembre 2014. Il contenuto riguarda, ancora una volta, i suoi rapporti con la politica. Si parla di finanziamenti legali, precisa Buzzi. L'arco politico viene percorso tutto. L'elenco di nomi è quello che ha scandito la politica locale, e non solo, degli ultimi venti anni: Marino, Zingaretti, Alemanno, Veltroni, Renzi ma la memoria arriva fino agli ex presidenti della Regione Lazio Marrazzo e Badaloni. 

'ABBIAMO PAGATO TUTTI' - "Il vero scopo di questa inchiesta è costringermi a cedere raccontando la corruzione a Roma nell'ultimo decennio ma non posso inventarmi le cose che non so" scrive. "Noi non abbiamo mai finanziato illegalmente la politica, ma tutto legalmente: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, Zingaretti, Badaloni, Marrazzo, tutti praticamente, anche Renzi: tutti contributi dichiarati in bilancio” continua. 

LEGGI ANCHE - I NOMI DEGLI ARRESTATI

'CONTRIBUTI LEGALI' - Un punto, quello dei finanziamenti alla politica, affrontato anche nel corso di un interrogatorio davanti ai pm il 31 marzo scorso riportato in un verbale nelle carte delle indagini. Il presunto braccio destro di Massimo Carminati ha parlato di "contributi diretti" per alcuni candidati. "Altri invece li abbiamo sostenuti, come si dice, attraverso la campagna elettorale diretta". Continua Buzzi: "Abbiamo finanziato sia Alemanno, poi abbiamo dato un contributo anche a Ozzimo, sostenevamo Coratti, sostenevamo Nieri". Non mancano soldi alle fondazioni. "Abbiamo dato, credo 15.000 euro a Patanè". 

LE CENE ELETTORALI - Il meccanismo è quello delle cene elettorali. "Ti chiamavano per le famose cene, come posso dire 'c'è una cena con Alemanno, 1000 euro a persona', tu prendevi un tavolo e ovviamente erano 10.000 euro. Ma noi ne abbiamo fatte, noi l'abbiamo fatta pure con Renzi la cena eh? Quindi le abbiamo fatte con tutti le cene, con Zingaretti, la nostra è una grande cooperativa. A me se non mi chiamavano ero più contento eh? Se non mi chiamavano era meglio per noi, risparmiavamo". 

GLI STIPENDI DEL PD - Intanto oggi arriva anche la precisazione del Pd romano in merito al versamento di 7 mila euro fatto da Buzzi al Pd. Versamento che, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, sarebbe servito a pagare gli stipendi di agosto dei dipendenti del partito romano. Precisa il Pd in una nota: “La Coop 29 giugno ha versato nel settembre 2014 alla Federazione romana del Partito Democratico 7.000 euro a titolo di erogazione liberale”. Anche questo è quindi un “versamento regolarmente registrato con ricevuta rilasciata a norma di legge. Allora nè la Coop 29 giugno nè i suoi dirigenti risultavano indagati”. 

LA LETTERA AL PM – Non solo lettere alle collaboratrici. Salvatore Buzzi dal carcere ha inviato anche una lettera al pm Paolo Ielo: “Non riesco a capacitarmi della violenza giudiziaria e di quella mediatica che ha fatto strame di quelle minime garanzie previste per l'indagato: sono già stato condannato a mezzo stampa e oggetto di un linciaggio mediatico senza precedenti".

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