Mafia capitale, Pignatone annuncia nuove operazioni: "Ne seguiranno altre sul tema"

Il Procuratore capo di Roma lo ha detto nel corso di un'audizione antimafia. Intanto emergono nuovi appalti legati alle cooperative di Buzzi: "Sospesa una gara dell'Ater da 25 milioni di euro"

Nuovi particolari emergono in merito all'inchiesta su mafia e appalti nella capitale. Tasselli di un quadro che si arricchisce di giorno in giorno. Come l'universo, vastissimo, di appalti e servizi affidati al gruppo di cooperative di Salvatore Buzzi, ritenuto dai magistrati essere tra i vertici della 'cupola mafiosa' capitolina. A fornire nuovi elementi su un'organizzazione “trasversale” e “caratterizzata da un legame con la politica” ma non simile alle organizzazioni criminali “classiche”, seppur in contatto, è il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone nel corso di un'audizione antimafia nel Palazzo San Macuto. "Ieri il Comune ha sospeso, non so se abbia poi annullato, una gara in corso per l'Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale, ndr), di 25 milioni di euro, perché qui si profilava l'aggiudicazione del solito Buzzi" ha spiegato. E dalla Regione Lazio invece il presidente Nicola Zingaretti ha annullato un appalto per 60 milioni di euro per il Cup e di cui era beneficiario Buzzi. Poi ha annunciato nuove operazioni. “Ne seguiranno altre sul tema” ha dichiarato nel corso della commissione. Nel mirino non solo la mafia ma anche la corruzione, “un problema grave allo stesso modo”.

TRASVERSALE - Pignatone, nel corso del suo intervento, ha descritto il sistema della 'mafia capitale' scoperchiato la scorsa settimana con l'inchiesta sulla 'Terra di Mezzo'. “Trasversale” in maniera interna, con ai vertici un uomo dal passato nell'estrema destra come Massimo Carminati e uno legato al mondo della sinistra come Salvatore Buzzi. Ma anche in maniera esterna perché quella mafia si è rapportata “seppure in modo diverso, con le due giunte". Amministrazione Marino inclusa “con tentativi di corruzione anche nella nuova amministrazione”.  

ROMANA - Una mafia romana, anche se non l'unica che “investe” sul territorio, la cui caratteristica fondamentale per Pignatone “è che non può in quanto tale non avere rapporti con la politica". Poi ha aggiunto: “Non solo assessori e consiglieri ma tutta la burocrazia comunale che a Roma ha dimensioni enormi. Carminati e Buzzi erano tranquilli sull'esito delle elezioni. La loro prima preferenza era la continuazione" dell'amministrazione Alemanno "ma erano in ogni caso tranquilli. Vantavano agganci anche qui". “È una mafia originale e originaria perché è una mafia romana con caratteri suoi propri". Poi ha aggiunto: “La mafia non è il principale problema di Roma. Ma il nodo mafia-corruzione è un nodo vitale. Non c'è un'unica associazione mafiosa che controlla la città di Roma. Non siamo a Palermo, nè a Reggio Calabria o Napoli. Roma è troppo grande. Non c'è un'unica associazione presente in via esclusiva sul territorio. Ci sono una serie di investimenti mafiosi e alcune specifiche associazioni di tipo mafioso presenti nel territorio metropolitano".

IL LEGAME CON L'NDRANGHETA - "Pezzi di 'ndrangheta importanti e di 'Mafia Capitale' si sono reciprocamente riconosciuti e rispettati" ha invece spiegato il procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino. Ad esempio nel 2008 due persone della coop di Buzzi vengono accreditate presso la famiglia Mancuso, attraverso il canale dei Piromalli. Successivamente, aggiunge, c'è stato lo "scambio reciproco" con l'affidamento a una persona dell'appalto per le pulizie dell'Esquilino. Per cui, spiega Prestipino, "quando Carminati commenta la nomina di Pignatone alla Procura di Roma da parte del Csm e dice che 'questo non si fa inglobà dalla politica' e che 'ha accappottato tutto in Calabria', non lo dice come una battuta, ma con cognizione dei fatti. Perchè è caratteristico di un'organizzazione avere una propria intelligence".

ALEMANNO - Sull'ex primo cittadino Pignatone ha smentito anche la notizia dei viaggi in Argentina con i denaro come emerso da un'intercettazione: “Non c'è alcun riscontro”.

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LE ARMIDalle intercettazioni emerge anche l'esistenza di armi. "Nelle intercettazioni si parla di acquisto di armi. Buzzi dice di averlo nella villetta ma nel corso delle perquisizioni è stato ritrovato il luogo indicato ma non le armi che non sono ancora state trovate". Ha spiegato. In ogni modo il ricorso alla violenza per Pignatone è parte del “metodo mafioso”. Una violenza che però non arriverebbe a uccidere con facilità: "A Roma ci sono stati 30-32 omicidi nell'ultimo anno. Un dato quasi insignificante, la gran parte di cui non riconducibili alla criminalità organizzata. Io sono convinto che c'è una consapevolezza diffusa di tutte le organizzazioni criminali, mafiose e non, di evitare di richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura commettendo omicidi eclatanti. E' un dato che appartiene ormai al patrimonio comune del crimine". 

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