Mafia Capitale, archiviate 113 posizioni: anche Alemanno e Zingaretti

La gip Flavia Costantini ha respinto la richiesta di archiviazione solo per tre delle 116 richieste arrivate dai pm titolari dell'indagine

Centotredici archiviazioni su 116 richieste. Mafia Capitale vive una giornata in cui molti dei coinvolti tirano un sospiro di sollievo. Da uno dei tanti filoni d'indagine escono in 113, La Procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione di 116 posizioni. Oggi il gip ha accolto l’istanza per tutti inclusi l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti. Sono 113 le archiviazioni recepite. In molte delle posizioni il giudice per le indagini preliminari motiva l’archiviazione scrivendo di “elementi inidonei a sostenere l’accusa in giudizio”. 

L’archiviazione era stata chiesta, tra gli altri, per il presidente della Regione dopo un’indagine per i reati di corruzione e turbativa d’asta partita da alcune dichiarazioni di Buzzi sulle quali i pm non avevano trovato riscontri. Archiviata anche la posizione dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno dalle accuse di associazione di stampo mafioso. Per lui però è ancora in corso il processo per corruzione e finanziamento illecito

Il gip di Roma Flavia Costantini ha archiviato anche la posizione l’ex capo di gabinetto Maurizio Venafro, indagato per corruzione e già assolto a luglio da un’accusa di turbativa d’asta in uno dei filoni dell’inchiesta. Archiviate anche alcune fattispecie di reato contestate a soggetti sotto processo, come Massimo Carminati, Salvatore Buzzi e Mirko Coratti. Cadute le accuse per Ernesto Diotallevi, Luca Parnasi, Gennaro Mokbel, Eugenio Patané, Alessandro Cochi.

Ottiene l’archiviazione anche  la ex presidente del primo municipio della capitale, Sabrina Alfonsi (indagata per concorso in corruzione), l’ex consigliere comunale della lista Marchini, Alessandro Onorato (concorso in corruzione), Vincenzo Piso, ex Popolo della Libertà ed attualmente iscritto al gruppo Misto, indagato per finanziamento illecito; Daniele Leodori, presidente del Consiglio Regionale (turbativa d’asta); Alessandro Cochi, ex delegato allo sport della giunta Alemanno (turbativa d’asta), e Riccardo Mancini e Antonio Lucarelli stretti collaboratori dell’ex sindaco di Roma, entrambi indagati per associazione mafiosa.

La gip Flavia Costantini ha respinto la richiesta di archiviazione solo per tre delle 116 richieste arrivate dai pm titolari dell’indagine: l’imprenditore Salvatore Forlenza, l’ex consigliere comunale (lista civica Marino sindaco) Luca Giansanti, e Alfredo Ferrari ex presidente della commissione bilancio del Comune (Pd). Nell’elenco delle posizioni archiviate figurano anche i nomi degli imprenditori Luca Parnasi (corruzione) e Gennaro Mokbel (riciclaggio), e di Ernesto Diotallevi, in passato coinvolto in indagini sulla Banda della Magliana. Archiviazione anche per gli avvocati penalisti Paolo Dell’Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti, finiti nel registro degli indagati per associazione mafiosa.

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